Il tuo browser non supporta JavaScript!
Vai al contenuto della pagina

Libri di Edoardo Campanella

Biografia e opere di Marta Dassù

L'età della prepotenza. Perché i nuovi imperi sono destinati a fallire

Libro: Libro rilegato
editore: Mondadori
anno edizione: 2026
pagine: 276
Gli imperi non appartengono al passato. Oggi, anche se in modo molto diverso, Stati Uniti, Cina e Russia hanno istinti imperiali. Di tipo territoriale o di tipo economico. Ma le nuove ambizioni imperiali sono in gran parte destinate a fallire. Il risultato è l'età della prepotenza. Definizione che gli autori utilizzano in due sensi: un'età in cui i rapporti di forza prevalgono sulle regole internazionali e in cui le leve di influenza economica sono utilizzate come armi; ma al tempo stesso un'età in cui non esiste più una potenza realmente egemone. Siamo così in una condizione di pre-potenza. E in un sistema internazionale senza centro, con un equilibrio di potere instabile. Stiamo assistendo alla fine della Pax americana ma non alla nascita di una Pax sinica o a un nuovo concerto delle potenze. Sta accadendo qualcosa di diverso: è l'idea stessa di ordine internazionale che viene messa in discussione, in un contesto di multipolarismo caotico e conflittuale, in cui paesi «di mezzo», dall'India alla Turchia, si muovono con una libertà inedita. Prevale il «non ordine»: l'assenza di qualunque ipotesi condivisa di riassetto del sistema globale. Nell'età della prepotenza, la geografia del potere passa attraverso il controllo delle catene del valore e degli snodi strategici. Materiali critici, reti digitali, infrastrutture, tecnologie diventano strumenti di coercizione. Intrecciando storia, economia e relazioni internazionali, L'età della prepotenza spiega che affrontare il futuro richiederà, per noi europei, scelte politiche non facili, capacità di adattamento e una forte dose di flessibilità. Capire il significato del «non ordine» attuale è la condizione essenziale per reagire.
20,00 € 19,00 €

L'età della nostalgia. L'emozione che divide l'Occidente

Libro: Libro in brossura
anno edizione: 2020
pagine: 288
La nostalgia è diventata una delle principali forze della politica globale. Mentre Donald Trump spera di "fare di nuovo grande l'America", Xi Jinping chiede un "grande ringiovanimento del popolo cinese" e la maggioranza dei russi piange ancora l'Unione Sovietica. Ma è la Brexit, con la sua idealizzazione di un'epoca passata di piena sovranità, a incarnare il nazionalismo nostalgico nella sua forma più pura. Nonostante il suo sapore romantico, la nostalgia è un malessere, una combinazione di paranoia e malinconia che idealizza il passato, denigrando il presente. Questa epidemia di mitizzazione della storia nazionale sta plasmando la politica in modo rischioso, alimentata dall'invecchiamento della popolazione, dai cambiamenti nell'ordine globale e dal disordine tecnologico. Nel dibattito politico la nostalgia collettiva viene usata come arma emotiva, capace di mobilitare una nazione verso obiettivi illusori. Attingendo alla psicologia, alle scienze politiche, alla storia e alla cultura popolare, il libro analizza la rapida diffusione di questo fenomeno globale, prima di concentrarsi sulla Brexit come caso di studio. Con il distacco dello studioso, gli autori espongono il grande pericolo della nostalgia: l'eccessiva semplificazione della realtà, che porta a errori di calcolo politico senza precedenti e a crescenti tensioni geopolitiche.
26,50 € 25,18 €

Inserire il codice per il download.

Inserire il codice per attivare il servizio.