Libro: Libro in brossura
anno edizione: 2026
pagine: 160
Lisa ha perso tutto: la casa, l’affidamento dei figli – che può vedere solo una volta al mese in uno spazio sorvegliato, sotto lo sguardo del marito e degli assistenti sociali –, l’identità. Argentina trapiantata in una provincia francese claustrofobica e segnata da un latente antisemitismo, la donna si è fin da subito scontrata coi suoceri, mentre il rapporto col marito diventava via via più burrascoso. Ma ora l’attesa, l’umiliazione, la fame di maternità e di giustizia scavano in lei una voragine. Finché una notte decide di riprendersi ciò che considera suo: i bambini. Comincia così una fuga febbrile attraverso la Francia e oltre, tra motel, autostrade, boschi, traghetti e aeroporti. Con una lingua furiosa e tagliente, in un monologo implacabile in cui lucidità e delirio, amore e violenza, colpa e disperazione convivono ineluttabili, Ariana Harwicz racconta la maternità come campo di battaglia, il matrimonio come guerra senza armistizio, l’amore come forza distruttrice. Lo fa in un originalissimo romanzo on the road, spoglio e feroce come la riconoscibile voce di una delle autrici sudamericane più innovative ed emozionanti di questi anni.