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Libri di Antonio Sorella

Biografia e opere di Antonio Sorella

Prose nelle quali si ragiona della volgar lingua. Edizione tipofilologica per il cinquecentenario

Libro: Libro in brossura
editore: Cesati
anno edizione: 2026
pagine: 949
La presente edizione delle Prose del Bembo esce esattamente a 500 anni dalla prima edizione veneziana edita da Tacuino. Successivamente, Bembo ancora in vita ne rivide una seconda nel 1538 per i tipi di Marcolini; infine Benedetto Varchi curò a Firenze un’edizione postuma (edizioni Torrentino) nel 1548. Il volume le raccoglie tutte e si inserisce in un progetto più ampio di ricerche, concepito per dimostrare che nella peculiare tradizione della stampa italiana antica il metodo pluridisciplinare della tipofilologia, rivelatosi capace di valicare i recinti della bibliologia “materiale”, è indispensabile per comprendere le vicissitudini di un testo dall’autografo all’edizione a stampa e alle successive edizioni, ma spesso anche per penetrare nei segreti delle scelte linguistiche e stilistiche dei nostri più grandi autori. Antonio Sorella è infatti convinto che la tipofilologia sia una scienza di carattere intrinsecamente interdisciplinare e che richieda di per sé stessa un’esposizione in cui le argomentazioni di carattere bibliologico, storico, letterario, filologico, linguistico si intreccino vicendevolmente. Ciò rende questa edizione davvero innovativa e originale.
65,00 € 61,75 €

I segreti della «Mandragola». Con il testo della princeps della commedia e a fronte quello del ms. Redi 129

Libro: Libro in brossura
editore: Cesati
anno edizione: 2024
pagine: 845
Il volume è il seguito della monografia "Magia, lingua e commedia nel Machiavelli" (Firenze, Olschki, 1990) ed è il frutto di ricerche trentennali. Le tesi qui esposte sono riproposte con nuovi documenti e riflessioni: la commedia machiavelliana sarebbe stata più volte rielaborata fino all’ultima revisione per la stampa a Firenze nella tipografia di Bernardo Zucchetta, in vista di una nuova rappresentazione per i Floralia voluti da Leone X nell’aprile del 1520. La prima rappresentazione avrebbe avuto il titolo di Phalangio e sarebbe avvenuta l’8 settembre del 1518, nella notte delle nozze di Lorenzo de’ Medici duca d’Urbino, che nell’interpretazione allegorica sarebbe stato simbolicamente messo in scena nei panni del personaggio di Callimaco. Il duca d’Urbino, però, morì il 4 maggio 1519, cosicché la commedia sembrò aver prefigurato la sua morte. Nella revisione, voluta da Leone X, Machiavelli sarebbe stato invitato a eliminare il più possibile riferimenti alle pozioni magico-mediche cui era ricorso nelle precedenti redazioni, al punto che anche la pozione di mandragola, che dette il titolo alla commedia, fu sostituita con un innocuo ipocrasso, una specie di sangria. La revisione sarebbe stata condotta con la collaborazione dell’umanista Paolo Giovio, medico del cardinale Giulio de’ Medici, nonché suo “ministro” della cultura.
44,00 € 41,80 €

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