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Einaudi: Supercoralli

Tutte le nostre collane

Il trofeo

Libro: Libro rilegato
editore: Einaudi
anno edizione: 2026
pagine: 232
Il ricco americano Hunter White vive per la caccia. Da anni torna in Africa per inseguire la sua passione, ma questa spedizione ha un significato diverso: catturerà un rinoceronte nero, ambito trofeo che gli permetterà di completare la sua prestigiosa collezione. Un sogno. Che si trasforma in un incubo quando la battuta prende una piega inaspettata. Chi è davvero il cacciatore, e qual è la vera preda? Leone, elefante, bufalo, leopardo: al ricco uomo d'affari americano Hunter White manca solo l'imprevedibile, temutissimo rinoceronte nero per completare la lista dei big five, i cinque grandi animali africani, orgoglio di ogni abile cacciatore. White merita di conquistare l'ultimo ambito trofeo, lui che proviene da una lunga stirpe di cultori dell'attività venatoria, lui che ama il confronto con la natura selvaggia, quel momento precedente allo sparo che lo fa sentire incredibilmente vivo. In più White sostiene da anni la caccia regolamentata, convinto che sia uno strumento economico legittimo, in grado di contrastare il bracconaggio, oltre che vantaggioso per le comunità locali. Così, armato del fucile lasciatogli in eredità dal caro nonno e quasi investito di una missione umanitaria, White è tornato in Africa, affidandosi ancora una volta all'amico Van Heeren, storico compagno che gli ha procurato la costosissima licenza per il rinoceronte nero e ha organizzato tutto nei minimi dettagli. La battuta ha inizio, ma fin da subito le cose non vanno come previsto, e il sogno di White si trasforma in un incubo. In un gioco crudele, i ruoli di vittima e sfruttatore, cacciatore e preda, si confonderanno fino a invertirsi completamente... "Cuore di tenebra" dei nostri tempi, "Il trofeo" è un thriller letterario ipnotico che rovescia dall'interno la tradizione del romanzo d'avventura. Gaea Schoeters, rivelazione della narrativa fiamminga contemporanea, firma un libro radicale che è una critica sottile e spietata delle dinamiche del potere, dell'eredità del colonialismo, dell'arroganza occidentale. Un libro che ci spinge a misurarci con le nostre ombre insospettabili, e continua a darci la caccia per molto tempo.
20,00 € 19,00 €

Yanez

Libro: Libro rilegato
editore: Einaudi
anno edizione: 2026
pagine: 264
L'ultimo pirata dell'arcipelago malese, il piú fiero e il piú spietato, è morto. I dayachi del Borneo lo chiamavano Sandokan. Il nobile portoghese Yanez de Gomera, suo amico e compagno d'avventure, dopo una lunga vita di scorribande si è ritirato nella quiete della sua piantagione di caffè sull'isola di Celebes. È lí che un giorno, quasi per caso, gli capita tra le mani una copia della Tigre della Malesia di Emilio Salgari. Leggendo, fa una scoperta sbalorditiva: quelle pagine parlano di lui, di Sandokan, di Miss Marianna. Ma raccontano una storia completamente diversa da quella custodita nella sua memoria. Per ristabilire la verità dei fatti, Yanez impugna la penna e nel ricordo torna un'ultima volta a navigare sui mari dell'Indonesia. Fra le tempeste e le battaglie rinasce il mito salgariano, riscritto da chi lo ha vissuto davvero: la rivincita di un personaggio di finzione che si ribella al suo autore, per abbracciarne solo alla fine la sfortunata grandezza. Sandokan è morto, lunga vita a Sandokan. Il suo funerale, celebrato su una spiaggia di Mompracem, è stato solenne e spettacolare, degno del pirata piú carismatico dell'arcipelago indonesiano. A descriverlo, in una lettera rivolta a Julius Anton Donath, l'editore del ciclo della Malesia di Emilio Salgari, è il vero marchese Yanez de Gomera: ha letto il primo romanzo della serie e lamenta la presenza di un personaggio che porta il suo stesso nome - ma è molto, troppo diverso dallo Yanez originale. Cosa fare, allora, se non prendere carta e penna e raccontare la sua storia per com'è andata realmente? Prendono forma cosí le vicende picaresche di un giovane nobiluomo irrequieto, che lascia il Portogallo per sete di avventura e s'imbarca alla volta dell'Indonesia: esplora isole selvagge, incontra mercanti d'oppio e sultani capricciosi, s'inoltra in foreste popolate da tagliatori di teste, s'imbatte in personaggi di ogni risma, diventa amico di Sir James Brooke, il rajah bianco del Sarawak, e avvia un fiorente commercio di caffè sull'altopiano Toraja dell'isola di Celebes. Un lungo viaggio segnato dall'incontro decisivo con Sandokan, il potente principe bornese privato del suo regno, l'ultimo pirata ad arrendersi ai colonizzatori inglesi nei mari tempestosi della Malesia. Ma non solo: nell'imperversare di battaglie, agguati, spedizioni, abbordaggi e scorrerie, a poco a poco cresce il desiderio tra Yanez e Miss Marianna Guillonk, inafferrabile e misteriosa, per la quale il narratore prova un amore tanto febbrile da assomigliare alla devozione. In un trascinante cortocircuito tra l'affresco storico e la reinvenzione narrativa di un classico, Luigi Guarnieri ci regala un intrepido gioco letterario, un omaggio raffinato al romanzo d'avventura e al genio dello sventurato capitano Emilio Salgari, che rivive nelle ultime pagine di questo libro riscattando la figura di uno scrittore sfruttato e frainteso, ma capace di creare interi universi dalla sua casetta torinese in riva al Po.
20,00 € 19,00 €

L'occhio fantasma

Libro: Libro rilegato
editore: Einaudi
anno edizione: 2026
pagine: 344
Calcutta, 1969. Quando la piccola Varsha, tre anni, racconta di aver avuto un'altra vita - una casa di fango sulla riva del fiume, un'esistenza di cui nulla dovrebbe sapere - la famiglia Gupta è sconvolta. Cinquant'anni dopo, Dinu, narratore di questa storia, decide di indagare sul mistero della presunta reincarnazione di Varsha, senza immaginare che la ricerca finirà per intrecciarsi alla sua vita. Con questo romanzo formidabile, Amitav Ghosh ci invita a guardare il mondo con occhi diversi: forse solo attraverso uno «sguardo fantasma» possiamo ancora sperare di salvarlo. Calcutta, 1969. Nella sontuosa dimora dei Gupta succede l'impensabile: Varsha, la piccola di casa, si rifiuta di mangiare quello che c'è in tavola, vuole a tutti i costi riso e pesce. Peccato che i Gupta siano vegetariani e che, fra quelle mura, di pesce non se ne sia mai visto. Interrogata sulle cause di quella voglia imperiosa, Varsha dà una risposta ancora piú sorprendente: la sua vera casa non è quella, ma una capanna di fango lungo il fiume. Lei era abituata a pescare in uno stagno là dietro e a cucinare il pesce. Allarmati, i Gupta chiamano a consulto il pediatra Monty Bose e sua moglie Shoma, una psicologa che ha già esperienza con bambini che ricordano vite precedenti. Si apre cosí un'indagine appassionante, a colpi di indovinelli e ricette culinarie, nella memoria di Varsha, un'indagine che sconvolgerà le certezze di Shoma e aprirà orizzonti molto piú ampi. Brooklyn, 2020. Nell'isolamento della pandemia, il narratore Dinu, nipote di Shoma, si mette a scavare nei propri ricordi d'infanzia per soddisfare le richieste di Tipu, un giovane amico che si è messo sulle tracce di Varsha Gupta. Tipu è nelle Sundarban, sull'isola di Lusibari, dove si occupa di un'Ong e cerca di sventare le mire predatorie di una potente società energetica. Per ritrovare Varsha, però, deve carpire un segreto sepolto in profondità nel passato di Dinu. In questo nuovo libro Amitav Ghosh trova il punto di equilibrio perfetto tra materia romanzesca e critica ambientalista, dando vita a una storia toccante che affronta magistralmente la brutale realtà senza rinunciare alla consolazione della speranza.
21,00 € 19,95 €

Racconti di scuola

Libro: Libro rilegato
editore: Einaudi
anno edizione: 2026
pagine: 376
Le aule scolastiche sono luoghi in cui si decide qualcosa di importante anche quando sembra che non stia succedendo niente. Dove si impara a parlare o a tacere, a obbedire e a disobbedire, a stare con gli altri oppure da soli per la prima volta. Dove il mondo entra, spesso senza chiedere permesso, e lascia un segno che ci accompagnerà per tutta la vita. Questi venti racconti ci regalano venti singolari sguardi sul mondo, muovendosi nel tempo e nello spazio per indagare come ogni storia di scuola, in fondo, si assomigli. Eppure per ciascuno di noi quel periodo rappresenta qualcosa di irripetibile e mitico, che solo la letteratura può restituirci con tanta esattezza: l'appello che ricordiamo ancora a memoria, le interrogazioni vissute come prove di coraggio, le prof che non scorderemo mai, e gli insegnanti che detestavamo perché sembrava ce l'avessero proprio con noi - e forse era vero. Un libro per chi la scuola l'ha amata, subita, attraversata. Dunque, un libro per tutti. Cortázar, Starnone, Jackson, Adichie, King, Lispector, Cechov, Serao, Celati, Bradbury... Ci sono insegnanti che amano il loro lavoro come fosse una questione di vita o di morte e altri che lo sopportano come una condanna a morte, alunni che imparano a stare al mondo e altri che invece soccombono sotto il suo peso. In aula si sperimenta la noia, quella noia specifica, quasi cosmica, dell'ora di lezione che pare interminabile, ma anche il grottesco e la malinconia, lo stupore e la rabbia. La scuola diventa cosí l'occasione per desiderare, emanciparsi, diventare grandi. Oppure la scusa perfetta per arrendersi e sentirsi inutili, esclusi, per sempre perduti. In queste pagine si passa dalla Germania della Seconda guerra mondiale, in cui un soldato deve fare i conti con quello che la sua vecchia aula scolastica è diventata, a un futuro imprecisato sul pianeta Venere dove una bambina viene emarginata dai compagni perché portatrice di conoscenza. Da un villaggio della Nigeria in cui per ottenere giustizia e accedere all'istruzione è necessario rinnegare le proprie radici, a una classe della Napoli di fine Ottocento dove le ragazze provano a essere donne secondo le regole di una società che non ha ancora deciso di cambiare, per poi approdare a un'altra classe in cui si tiene l'ultima lezione in francese prima che arrivino le truppe tedesche... Christian Raimo la scuola l'ha raccontata nei dibattiti, nei libri e sui giornali e ogni giorno la vive in prima persona insieme ai suoi studenti. Ma non aveva mai esplorato dall'interno, facendosi prestare la voce dalle scrittrici e dagli scrittori, il meccanismo di questa grande macchina narrativa che ci ha affabulati tutti. Questi Racconti di scuola non sono accomunati da un messaggio edificante o pedagogico, ci suggerisce Raimo nel percorso originale che fa da commento all'antologia; e tuttavia il tempo trascorso sui banchi è per eccellenza quello dove il senso di giustizia (o di ingiustizia) sembra essere l'unica cosa che conta. Non vedevamo l'ora di uscire dall'aula, convinti che la vita vera ci aspettasse fuori di lí, altrove. E invece la scuola ci stava preparando a immaginare il futuro grazie alla piú importante delle lezioni: capire il senso, la bellezza e la forza del tempo presente.
21,00 € 19,95 €

Una splendida rovina

Libro: Libro rilegato
editore: Einaudi
anno edizione: 2026
pagine: 248
«Eccoci lí, coi bicchieri di plastica colmi di champagne scadente: due cittadini smilzi, sbigottiti ed entusiasti, appena innamorati, divenuti proprietari di una casa senza finestre, col tetto rabberciato e i soffitti crollati, una splendida rovina di milleduecento metri quadri al limitare di S., centonovanta abitanti. Ora centonovantadue». Dopo il grande successo internazionale de Le perfezioni, Vincenzo Latronico torna a raccontare gli slanci e gli autoinganni di chi, già adulto, è ancora in cerca del proprio posto nel mondo. Due trentenni si incontrano, si innamorano, e in quello slancio decidono di inseguire un sogno: cambiare vita, lasciare la città per trasferirsi in un villaggio di campagna. La loro ricerca li porta in Francia, poi sulle coste del mar Baltico, dove ristruttureranno una splendida casa in rovina e insieme le loro vite. O almeno ci proveranno, gettando il cuore oltre l'ostacolo con l'ottimismo e l'energia di un amore appena nato. Ma questa storia ha un'altra versione: due trentenni si sentono alla deriva, in città troppo care, facendo lavori per cui non provano piú la passione di un tempo. Sono in cerca di una via d'uscita e la trovano l'uno nell'altra, e in una fantasia campestre nata dalle ore passate sui social e sui siti di annunci immobiliari, a vagheggiare casolari in pietra e campi di grano. Piú che un sogno, inseguono una follia a due; e ciò che li aspetta - mezze truffe, ripensamenti improvvisi e imprevisti prevedibilissimi - è anche una parabola graffiante sul fatto che chi getta il cuore oltre l'ostacolo deve essere certo di avere buona mira. Una splendida rovina racconta entrambe queste storie, ma anche la nostra impossibilità di distinguere fra le due. Stiamo inseguendo davvero un sogno o si tratta di una chimera? Stiamo correndo verso qualcosa o ne stiamo scappando? Con una scrittura vibratile ed esatta, magnetica, Vincenzo Latronico scandaglia le speranze, le disillusioni e la voglia di fuga che da sempre accompagnano l'ingresso nell'età adulta. Col passare del tempo, quell'idea di futuro diventerà sempre piú una chimera. La domanda è se lo fosse dall'inizio, e se provarci valesse comunque la pena.
19,50 € 18,53 €

Una tregua che non è pace

Libro: Libro rilegato
editore: Einaudi
anno edizione: 2026
pagine: 168
«Perché scrivo?» Per provare a rispondere a questa domanda Miriam Toews fruga nei suoi immaginari manoscritti di bambina, fra le parole di altri scrittori, dentro le lettere a una sorella ammutolita, fra tornei di Scarabeo, viaggi in bicicletta per l'Europa, passeggiate sul fiume ghiacciato: una miriade di ricordi ora divertenti ora dolorosissimi - piú spesso l'una e l'altra cosa insieme. E giunge alla inevitabile conclusione che chiedersi «perché scrivo?» è come tentare di racchiudere tutti i venti del mondo in un museo. Invitata a partecipare a una Conversación a Città del Messico nell'aprile del 2023, Miriam Toews si trova a dover produrre un testo sul tema fissato dal Comité per quell'edizione, e il tema è «perché scrivo?» La ricerca di una risposta innesca un profondo dialogo interiore, ora esilarante ora struggente, e avvia un percorso labirintico intorno al senso della scrittura e alle sue connessioni con la vita («Perché scrivi? Perché vivi?») e con la morte («Scrivere è forse l'alternativa accettabile al suicidio?») Ne nasce un caleidoscopio di scritture diverse, dalle lettere agli aneddoti, dalle citazioni ai frammenti di ricerca, e ovunque, intrecciati all'indagine del processo creativo e narrati con implacabile ironia, pezzi di memoria personale che mettono a nudo l'intimità della vita famigliare, con le sue tenerezze, le sue risate e le ineffabili voragini che vi si sono aperte. Bando alle divagazioni, la ammonisce il direttore del Comité, «si limiti a rispondere alla domanda: Perché scrivo? Per quale ragione?» E invece Toews scrive di una moffetta con le turbe che cerca a piú riprese di infilarsi in casa, di una gita in barca in cui avevano perso la barca, di un ex marito che rivendica anni delle sue royalties, di una madre morente ma indomita e imbattibile a Scarabeo, di un panino al prosciutto ordinato dal padre poco prima di morire e mai consumato. Scrive del freddo e del ghiaccio, di figli e nipoti, del sogno ricorrente di uno sparo ravvicinato in un lungo corridoio bianco. Scrive del vento, di tutti i venti del mondo, e del progetto di radunarli in un unico museo. E infine scrive del silenzio, quello con cui sua sorella ha scandito a lungo la sua vita e infine la sua morte; il silenzio contro cui Miriam ha brandito la parola scritta in infinite lettere d'amore per tentare di trattenerla fra i vivi. Scrivere per salvare, dunque? Scrivere per ricordare? Scrivere per scrivere? «Silenzio. Suicidio. Scrittura. All'interno di ciascuno, teniamo duro». La ricompensa è una tregua, forse, che tuttavia non è pace.
18,00 € 17,10 €

Giù fino al fiume. Amore, perdita e liberazione

Libro: Libro in brossura
editore: Einaudi
anno edizione: 2026
pagine: 464
Innamorarsi di una cara amica, ammetterlo solo quando le viene diagnosticata una grave malattia, decidere di accompagnarla «giú fino al fiume». Tutto questo è successo a Elizabeth Gilbert, che a distanza di vent'anni da "Mangia prega ama" torna a raccontare di sé. Con l'autenticità e il coraggio che l'hanno resa famosa, Gilbert ci regala un altro memoir pieno di amore e dolore sulla fragilità umana, e su come le persone che amiamo siano insieme la nostra condanna e la nostra salvezza. «Se sei molto fortunata, diceva Rayya, potresti trovare una persona, solo una, nel corso della tua intera vita, che ti accompagnerà fino all'East River. È la persona che sa tutto di te, con cui non potresti mai fingere, anche se ci provassi. Rayya mi diceva che ero io, la sua persona con cui spingersi giú fino al fiume». Ma chi conosce New York sa che l'East River e le strade che vi conducono non sono esattamente luoghi ameni e sicuri. Si capisce dunque perché, quando Elizabeth viene a sapere della malattia in stadio avanzato dell'amica e amante Rayya, le due comincino a chiamare «il fiume» proprio la morte. Un luogo difficile, dove accompagnare chi si ama nel modo piú intenso e profondo in cui si possa amare. La storia di Elizabeth e Rayya però non è solo una storia di amore e morte, ma anche di ossessione e dipendenza, dalle sostanze, dall'affetto e dai corpi, perché l'orizzonte della fine sa cancellare ogni limite, soprattutto quello che impedisce di farsi del male. Con il suo tipico stile riflessivo e pregnante, l'autrice racconta qui un viaggio diverso da quello che l'ha resa celebre con "Mangia prega ama", un viaggio doloroso nella vulnerabilità e nella sofferenza, ma anche nella disintossicazione e nella riscoperta di sé. Perché ci vuole un grande coraggio per morire, ma un coraggio anche piú grande per vivere, prima di potersi un giorno incontrare di nuovo giú al fiume.
22,00 € 20,90 €

Il tempo dei chissà

Libro: Libro rilegato
editore: Einaudi
anno edizione: 2026
pagine: 272
Una palazzina infestata dalla Storia dove il tempo invece di scorrere si deposita sulle cose: basta un soffio perché torni a vorticare nell'aria. È qui che nasce l'amicizia tra Ico e Ada, prima che il mondo imponga l'urgenza di emarginare, dividere, escludere. Il loro è un legame che attraversa la guerra e le resiste. Anche quando lui abbraccia l'avventura partigiana e lei è costretta a lasciare l'amata Torino, non smettono di contare l'una sull'altro. Ma non tutte le storie vanno cosí. Perché un mattino, sempre in quella palazzina, la famiglia Auerbach riceve una lettera dove in poche righe si comunica la revoca della cittadinanza italiana. E cosa resta, quando perdi chi sei? Elena Loewenthal ha scritto un romanzo intimo e universale, che ci costringe ad affacciarci, una volta ancora, sulla voragine del nostro Novecento. Occorre tornare, forse, per capire di non essere mai andati via. A volte sono i luoghi a farsi carico della memoria, a trattenere ciò che è accaduto anche quando chi li abita preferisce non sapere o dimenticare. In uno stabile come tanti a Torino la quiete è disturbata da un viavai di nuovi inquilini, traslocatori, operai. Un'irruzione del nuovo che la vedova Bonelli - inquilina «da sempre», nostalgica e rancorosa - vive come una catastrofe privata: la fine di un tempo compatto, innocuo, la fine dell'ordine. Ma i bei tempi che la vedova rimpiange sono stati, per qualcun altro, quelli dell'alienazione, della perdita, del dolore. In quella stessa palazzina infatti sul finire degli anni Trenta la famiglia Auerbach ha ricevuto la lettera che annunciava la revoca della cittadinanza italiana. Nessuna frattura spettacolare, ma un progressivo slittamento dalla vita riconosciuta alla vita tollerata, e poi nemmeno piú quella. Seguendo le vicende di questa e altre famiglie,Il tempo dei chissà attraversa gli anni in verticale come su un ascensore lento e capriccioso che ci permette di incontrare i fantasmi di chi era già fantasma in vita: apolidi, esuli, combattenti clandestini. Come Ermanno, che da ragazzino è stato un appassionato balilla alpino e che diventerà Ico quando in montagna tornerà da partigiano; o della sua amica Ada, che registra il mondo che cambia senza ricevere spiegazioni e che lascerà Torino insieme a sua madre e allo zio Eugenio mandato al confino in Lucania... Intorno a loro si muovono donne che portano il peso pratico ed emotivo della persecuzione, chiamate a far funzionare la vita mentre tutto si sfalda, e uomini a volte capaci di atti eroici, a volte solo di gesti di sottrazione silenziosa. Con una scrittura che lavora per sovrapposizioni e ritorni, Elena Loewenthal interroga la memoria per mostrare come funziona l'oblio, e ci offre un romanzo struggente sui modi in cui conviviamo con ciò che è stato, con ciò che continua ad abitare le nostre case, le nostre parole, le nostre vite. Anche quando ci ostiniamo a chiamarlo passato, a chiamarlo Storia.
21,00 € 19,95 €

Assoluzione

Libro: Libro rilegato
editore: Einaudi
anno edizione: 2026
pagine: 464
Quando mette le mani sui diari della prima spedizione, il vecchio Jim non sa che scoprirà segreti indicibili. Non sa che l'Area X è in grado di «colonizzare il passato». Di deformare lo spazio e alterare la mente. Assoluzione è il quarto atto della visionaria Trilogia dell'Area X, che Stephen King ha definito «meravigliosa e inquietante». È il 2014 quando viene pubblicata la Trilogia dell'Area X: da allora, una comunità di lettori appassionati non ha mai smesso di interrogarsi e confrontarsi sugli episodi piú enigmatici. Chi è davvero Uccello Fantasma? Che fine hanno fatto i membri della prima spedizione? Come si è formato il confine, e cosa succede a chi lo attraversa? Dopo centinaia di migliaia di copie vendute, decine di premi vinti e un adattamento cinematografico con un cast hollywoodiano, una cosa è certa: chi credeva di aver chiuso i conti con l'Area X si sbagliava. Assoluzione è sia un prequel che un sequel, che risolve vecchi misteri e al contempo ne apre di nuovi. Vent'anni prima dell'Area X, un gruppo di biologi viene mandato sulla costa dimenticata con un compito preciso: liberare quattro enormi alligatori e studiarne gli spostamenti attraverso la palude. Qualcosa, però, va storto: cominciano a verificarsi eventi inspiegabili, strane melodie risuonano nella foresta, misteriosi conigli bianchi con videocamere al collo e occhi iniettati di sangue mettono a serio rischio la sopravvivenza dei biologi. A raccontarcelo è il vecchio Jim, che spulcia i diari dei membri delle prime spedizioni alla ricerca di una verità che sempre gli sfugge. Anche lui, peraltro, ha dei segreti: una figlia scomparsa, un passato oscuro, strani esperimenti dalle finalità poco chiare, e un ruolo ambiguo all'interno della Centrale. Ma quando viene incaricato di scandagliare la costa sulle tracce di un'ambigua figura soprannominata il Bandito, a poco a poco il vecchio Jim comincia a mettere le mani su un mistero molto piú grande di lui. Assoluzione, però, non è solo la storia dell'Area X: è il racconto delle storture dei nostri tempi, in cui a farla da padrone è l'impossibilità di conoscere a fondo gli altri esseri viventi - oltre che di discernere, in un mondo alla deriva, il confine tra reale e immaginario, umano e non umano. Con uno stile inconfondibile, in perfetto equilibrio tra il simbolico e l'allucinatorio, Jeff VanderMeer firma l'ennesima prova del suo genio visionario, confermandosi uno dei massimi scrittori contemporanei di fantascienza, e forse l'autore che oggi, piú di ogni altro, ci mostra cos'è davvero il perturbante.
23,00 € 21,85 €

La memoria delle foglie

Libro: Libro rilegato
editore: Einaudi
anno edizione: 2026
pagine: 176
Nascosto tra i palazzi della periferia di Napoli c'è un vivaio che sembra trattenere il respiro. Lorenzo ci rimette piede dopo tanti anni, in un momento in cui la sua vita si misura soltanto su ciò che non c'è piú. Lí trova Renato, che senza volere nulla in cambio gli offre le due cose di cui ha piú bisogno: lavoro e amicizia. Tra gerani, bonsai, edere, begonie e orchidee, Lorenzo scopre che uno stelo tagliato non torna com'era, ma ne conserva memoria, e proprio da quei tagli può ripartire la vita. Anche la sua. Gianni Solla sa raccontare le crepe dell'età adulta come varchi da attraversare, e le occasioni inaspettate come fiori che germogliano d'inverno. Perché la cura (delle piante, delle parole e degli altri) può diventare un modo nuovo di stare al mondo. Quando Lorenzo capita per caso nel vivaio in cui ha trascorso l'infanzia, un luogo sospeso nell'ex periferia industriale di Napoli, la sua vita sembra un inventario di ciò che ha perduto: il padre, la moglie Arianna che lo ha lasciato con i figli ancora piccoli, il lavoro, la giovinezza. Sotto le serre e nelle corsie verdi non è cambiato nulla, e i pochi clienti chiamano ancora le piante con i nomi inventati da suo padre - capatosta, janare, scurnose - che nel dialetto trovava una lingua capace di parlare con la terra. Oggi a gestire il vivaio c'è Renato: un uomo stanco e paziente che non rinuncia mai alla battuta, con un passato di cui forse dovrebbe raccontare. Lavorare con lui, per Lorenzo, somiglia piú a un gesto inevitabile che a una scelta. Ogni giornata al vivaio - interrotta solo dalle pause per il nuoto nella piscina del quartiere - diventa una lezione di attenzione e misura, dove non basta la memoria: occorre reimparare quello che già si sapeva, accogliere azioni e parole nuove, ammettere che qualcosa, ma non tutto, dipende da noi. E mentre l'amicizia con Renato - fatta di molti gesti e non pochi silenzi - si concretizza nel progetto di espansione del vivaio, cosí come lo aveva sognato suo padre, Lorenzo vede riaffiorare intorno a sé le radici sottilissime che lo legano agli altri: alla figlia Roberta, assistente universitaria dalla carriera ben avviata, con la quale comunica sempre meno; al figlio Tommy, scrittore emergente intrappolato nella sua adolescenza; e anche a Ester, la donna che insegna nuoto alle ragazzine immigrate nella piscina del quartiere. Perché le storie di certe famiglie si sviluppano come piante rampicanti, pervicaci, intrecciandosi in modi sorprendenti. Gianni Solla è capace di dare i nomi alle cose e di raccontare le sfumature. I suoi sono personaggi pieni di una malinconia bella, di una grazia discreta. Soprattutto hanno la tenacia di coltivare lí dove tutti dicono che non crescerà mai nulla.
18,00 € 17,10 €

DJ Bambi

Libro: Libro rilegato
editore: Einaudi
anno edizione: 2026
pagine: 160
Logn vive in un appartamento affacciato sul vento di Reykjavík, e in un corpo sbagliato: un corpo maschile che la tiene prigioniera dalla nascita. A lungo ha cercato di negarlo, sperimentando, adattandosi, nascondendosi. Ma adesso non vuole piú accontentarsi. Tra il cielo mutevole e il mare inquieto d'Islanda, Logn attende il momento in cui diventerà finalmente la donna che è sempre stata. Con DJ Bambi Auður Ava Ólafsdóttir torna a posare lo sguardo nei punti piú silenziosi dell'esistenza, rivelandone l'inatteso, delicato incanto quotidiano. Una semplice chiamata. Eppure Logn la aspetta da tanto tempo: è la convocazione per l'intervento che le permetterà di affermare completamente la sua femminilità. Un percorso difficile l'ha portata fino a qui, perché Logn è nata nel corpo sbagliato, un corpo maschile che l'ha costretta a interpretare tanti ruoli diversi - figlio, marito, padre - ma nessuno che le appartenesse davvero. A lungo ha adottato le strategie piú varie: ha preso in prestito vestiti da donna, ha avuto relazioni con uomini, ha lavorato come DJ in un bar gay, ha finto di seguire le passioni dei coetanei maschi, ha scelto una via già tracciata. E ancora oggi, ora che è una biochimica affermata di sessantun anni, ora che le manca solo un ultimo tassello, continua a lottare per affrontare l'ostilità della famiglia, per non soccombere a certe occhiate, per farsi amare senza riserve. In questa frustrante attesa, Logn può contare sul fratello gemello Trausti, l'unico che l'ha sempre sostenuta, mentre le giornate scorrono tranquille in una Reykjavík che regala incontri sorprendenti, tra vicini ossessionati dalle cattive abitudini dei gabbiani e nuove amiche dalle migliori, ma goffe, intenzioni. E poi, anche le irrinunciabili, piccole cose del presente confortano e incoraggiano Logn: la tazzina del servizio della nonna sottratta di nascosto a sua sorella, un cuscino ricamato, il suo balcone al settimo piano esposto ai venti, la deliziosa cameretta preparata per accogliere la nipotina, gli universi custoditi nell'etimologia di una parola, le passeggiate sulla spiaggia, una sfumatura particolare del cielo. Cosí, passo dopo passo, nel futuro di Logn si fa strada la speranza della felicità. Saranno proprio gli episodi minimi del quotidiano, i dettagli che passano inosservati, a condurre Logn verso una forma di cambiamento che non promette rivoluzioni, ma le offre la rara, mai scontata, possibilità di diventare finalmente se stessa.
18,00 € 17,10 €

Scrivo per restare umano

Libro: Libro rilegato
editore: Einaudi
anno edizione: 2026
pagine: 200
In una Gaza plasmata dalle bombe, dopo il 7 ottobre 2023, la famiglia dell'autore si ingegna in ogni modo per sopravvivere all'estrema ferocia del conflitto. Coi droni che affollano il cielo, la chiusura dei valichi e l'intensificarsi dei bombardamenti, la guerra si stringe intorno ai protagonisti come un anello di fuoco, e da questa costrizione progressiva nasce un canto di sofferenza, in cui risuona l'assoluta necessità di restare umani. Muhammad al-Zaqzouq condensa in questo diario mesi di patimenti e incertezza, dal 7 ottobre 2023 fino alla fine del 2024. Insieme alla moglie 'Ulā e ai tre figli piccoli, fugge dalle bombe e dai carri armati, spostandosi da un capo all'altro di Gaza all'interno di una rete famigliare fitta e radicata nel territorio, in una serie apparentemente interminabile di sfollamenti. Il ritmo di questi spostamenti è dettato dagli ordini di evacuazione dell'esercito israeliano, che annuncia le sue incursioni e i suoi bombardamenti lanciando volantini dagli aerei. Cosí, il viaggio dell'autore diventa una panoramica della vita a Gaza, delle strategie messe in atto dagli abitanti per adattarsi a una realtà in cui l'unica certezza è la presenza della morte e del pericolo: è piú sicuro stare in una casa col tetto di cemento o di lamiera? Quanto dura una batteria portatile che deve alimentare un intero appartamento? Cosa si è disposti a bruciare per cuocere un po' di pane? Da queste pagine, impariamo che non c'è una risposta giusta, che certe decisioni vanno prese a intuito, ignorando i dubbi martellanti e l'angoscia costante di fare un passo falso. Mentre Gaza viene rasa al suolo a ritmo di marcia, la famiglia allargata dell'autore si riunisce e si disperde, si cerca tra le macerie e trova nel gruppo un senso di protezione ancestrale, mossa da una tenace e incrollabile volontà di sopravvivere. Allora, nei pochi momenti in cui il genocidio rallenta o si interrompe, non stupisce che la vita torni a mettere radici nelle città distrutte dalle bombe, che i negozi riaprano e che basti un telo a coprire una parete crollata e a ripopolare una casa. Preso nel «vortice della guerra», l'autore decide di ancorarsi alle parole, per non essere spazzato via insieme alla sua capacità di amare e di piangere per la devastazione che lo circonda. Attraverso la scrittura, cerca di risvegliare l'attenzione alla realtà, di trascendere il meccanismo animale della sopravvivenza che non lascia spazio al cordoglio e alla riflessione, e cosí facendo ci consegna un racconto straziante, traboccante di macerie materiali e metaforiche: una voce in lamento, che si leva dal cuore pulsante della guerra.
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