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Einaudi: Supercoralli

Tutte le nostre collane

Giù fino al fiume. Amore, perdita e liberazione

Libro: Libro in brossura
editore: Einaudi
anno edizione: 2026
pagine: 464
Innamorarsi di una cara amica, ammetterlo solo quando le viene diagnosticata una grave malattia, decidere di accompagnarla «giú fino al fiume». Tutto questo è successo a Elizabeth Gilbert, che a distanza di vent'anni da "Mangia prega ama" torna a raccontare di sé. Con l'autenticità e il coraggio che l'hanno resa famosa, Gilbert ci regala un altro memoir pieno di amore e dolore sulla fragilità umana, e su come le persone che amiamo siano insieme la nostra condanna e la nostra salvezza. «Se sei molto fortunata, diceva Rayya, potresti trovare una persona, solo una, nel corso della tua intera vita, che ti accompagnerà fino all'East River. È la persona che sa tutto di te, con cui non potresti mai fingere, anche se ci provassi. Rayya mi diceva che ero io, la sua persona con cui spingersi giú fino al fiume». Ma chi conosce New York sa che l'East River e le strade che vi conducono non sono esattamente luoghi ameni e sicuri. Si capisce dunque perché, quando Elizabeth viene a sapere della malattia in stadio avanzato dell'amica e amante Rayya, le due comincino a chiamare «il fiume» proprio la morte. Un luogo difficile, dove accompagnare chi si ama nel modo piú intenso e profondo in cui si possa amare. La storia di Elizabeth e Rayya però non è solo una storia di amore e morte, ma anche di ossessione e dipendenza, dalle sostanze, dall'affetto e dai corpi, perché l'orizzonte della fine sa cancellare ogni limite, soprattutto quello che impedisce di farsi del male. Con il suo tipico stile riflessivo e pregnante, l'autrice racconta qui un viaggio diverso da quello che l'ha resa celebre con "Mangia prega ama", un viaggio doloroso nella vulnerabilità e nella sofferenza, ma anche nella disintossicazione e nella riscoperta di sé. Perché ci vuole un grande coraggio per morire, ma un coraggio anche piú grande per vivere, prima di potersi un giorno incontrare di nuovo giú al fiume.
22,00 € 20,90 €

Il tempo dei chissà

Libro: Libro rilegato
editore: Einaudi
anno edizione: 2026
pagine: 272
Una palazzina infestata dalla Storia dove il tempo invece di scorrere si deposita sulle cose: basta un soffio perché torni a vorticare nell'aria. È qui che nasce l'amicizia tra Ico e Ada, prima che il mondo imponga l'urgenza di emarginare, dividere, escludere. Il loro è un legame che attraversa la guerra e le resiste. Anche quando lui abbraccia l'avventura partigiana e lei è costretta a lasciare l'amata Torino, non smettono di contare l'una sull'altro. Ma non tutte le storie vanno cosí. Perché un mattino, sempre in quella palazzina, la famiglia Auerbach riceve una lettera dove in poche righe si comunica la revoca della cittadinanza italiana. E cosa resta, quando perdi chi sei? Elena Loewenthal ha scritto un romanzo intimo e universale, che ci costringe ad affacciarci, una volta ancora, sulla voragine del nostro Novecento. Occorre tornare, forse, per capire di non essere mai andati via. A volte sono i luoghi a farsi carico della memoria, a trattenere ciò che è accaduto anche quando chi li abita preferisce non sapere o dimenticare. In uno stabile come tanti a Torino la quiete è disturbata da un viavai di nuovi inquilini, traslocatori, operai. Un'irruzione del nuovo che la vedova Bonelli - inquilina «da sempre», nostalgica e rancorosa - vive come una catastrofe privata: la fine di un tempo compatto, innocuo, la fine dell'ordine. Ma i bei tempi che la vedova rimpiange sono stati, per qualcun altro, quelli dell'alienazione, della perdita, del dolore. In quella stessa palazzina infatti sul finire degli anni Trenta la famiglia Auerbach ha ricevuto la lettera che annunciava la revoca della cittadinanza italiana. Nessuna frattura spettacolare, ma un progressivo slittamento dalla vita riconosciuta alla vita tollerata, e poi nemmeno piú quella. Seguendo le vicende di questa e altre famiglie,Il tempo dei chissà attraversa gli anni in verticale come su un ascensore lento e capriccioso che ci permette di incontrare i fantasmi di chi era già fantasma in vita: apolidi, esuli, combattenti clandestini. Come Ermanno, che da ragazzino è stato un appassionato balilla alpino e che diventerà Ico quando in montagna tornerà da partigiano; o della sua amica Ada, che registra il mondo che cambia senza ricevere spiegazioni e che lascerà Torino insieme a sua madre e allo zio Eugenio mandato al confino in Lucania... Intorno a loro si muovono donne che portano il peso pratico ed emotivo della persecuzione, chiamate a far funzionare la vita mentre tutto si sfalda, e uomini a volte capaci di atti eroici, a volte solo di gesti di sottrazione silenziosa. Con una scrittura che lavora per sovrapposizioni e ritorni, Elena Loewenthal interroga la memoria per mostrare come funziona l'oblio, e ci offre un romanzo struggente sui modi in cui conviviamo con ciò che è stato, con ciò che continua ad abitare le nostre case, le nostre parole, le nostre vite. Anche quando ci ostiniamo a chiamarlo passato, a chiamarlo Storia.
21,00 € 19,95 €

Assoluzione

Libro: Libro rilegato
editore: Einaudi
anno edizione: 2026
pagine: 464
Quando mette le mani sui diari della prima spedizione, il vecchio Jim non sa che scoprirà segreti indicibili. Non sa che l'Area X è in grado di «colonizzare il passato». Di deformare lo spazio e alterare la mente. Assoluzione è il quarto atto della visionaria Trilogia dell'Area X, che Stephen King ha definito «meravigliosa e inquietante». È il 2014 quando viene pubblicata la Trilogia dell'Area X: da allora, una comunità di lettori appassionati non ha mai smesso di interrogarsi e confrontarsi sugli episodi piú enigmatici. Chi è davvero Uccello Fantasma? Che fine hanno fatto i membri della prima spedizione? Come si è formato il confine, e cosa succede a chi lo attraversa? Dopo centinaia di migliaia di copie vendute, decine di premi vinti e un adattamento cinematografico con un cast hollywoodiano, una cosa è certa: chi credeva di aver chiuso i conti con l'Area X si sbagliava. Assoluzione è sia un prequel che un sequel, che risolve vecchi misteri e al contempo ne apre di nuovi. Vent'anni prima dell'Area X, un gruppo di biologi viene mandato sulla costa dimenticata con un compito preciso: liberare quattro enormi alligatori e studiarne gli spostamenti attraverso la palude. Qualcosa, però, va storto: cominciano a verificarsi eventi inspiegabili, strane melodie risuonano nella foresta, misteriosi conigli bianchi con videocamere al collo e occhi iniettati di sangue mettono a serio rischio la sopravvivenza dei biologi. A raccontarcelo è il vecchio Jim, che spulcia i diari dei membri delle prime spedizioni alla ricerca di una verità che sempre gli sfugge. Anche lui, peraltro, ha dei segreti: una figlia scomparsa, un passato oscuro, strani esperimenti dalle finalità poco chiare, e un ruolo ambiguo all'interno della Centrale. Ma quando viene incaricato di scandagliare la costa sulle tracce di un'ambigua figura soprannominata il Bandito, a poco a poco il vecchio Jim comincia a mettere le mani su un mistero molto piú grande di lui. Assoluzione, però, non è solo la storia dell'Area X: è il racconto delle storture dei nostri tempi, in cui a farla da padrone è l'impossibilità di conoscere a fondo gli altri esseri viventi - oltre che di discernere, in un mondo alla deriva, il confine tra reale e immaginario, umano e non umano. Con uno stile inconfondibile, in perfetto equilibrio tra il simbolico e l'allucinatorio, Jeff VanderMeer firma l'ennesima prova del suo genio visionario, confermandosi uno dei massimi scrittori contemporanei di fantascienza, e forse l'autore che oggi, piú di ogni altro, ci mostra cos'è davvero il perturbante.
23,00 € 21,85 €

La memoria delle foglie

Libro: Libro rilegato
editore: Einaudi
anno edizione: 2026
pagine: 176
Nascosto tra i palazzi della periferia di Napoli c'è un vivaio che sembra trattenere il respiro. Lorenzo ci rimette piede dopo tanti anni, in un momento in cui la sua vita si misura soltanto su ciò che non c'è piú. Lí trova Renato, che senza volere nulla in cambio gli offre le due cose di cui ha piú bisogno: lavoro e amicizia. Tra gerani, bonsai, edere, begonie e orchidee, Lorenzo scopre che uno stelo tagliato non torna com'era, ma ne conserva memoria, e proprio da quei tagli può ripartire la vita. Anche la sua. Gianni Solla sa raccontare le crepe dell'età adulta come varchi da attraversare, e le occasioni inaspettate come fiori che germogliano d'inverno. Perché la cura (delle piante, delle parole e degli altri) può diventare un modo nuovo di stare al mondo. Quando Lorenzo capita per caso nel vivaio in cui ha trascorso l'infanzia, un luogo sospeso nell'ex periferia industriale di Napoli, la sua vita sembra un inventario di ciò che ha perduto: il padre, la moglie Arianna che lo ha lasciato con i figli ancora piccoli, il lavoro, la giovinezza. Sotto le serre e nelle corsie verdi non è cambiato nulla, e i pochi clienti chiamano ancora le piante con i nomi inventati da suo padre - capatosta, janare, scurnose - che nel dialetto trovava una lingua capace di parlare con la terra. Oggi a gestire il vivaio c'è Renato: un uomo stanco e paziente che non rinuncia mai alla battuta, con un passato di cui forse dovrebbe raccontare. Lavorare con lui, per Lorenzo, somiglia piú a un gesto inevitabile che a una scelta. Ogni giornata al vivaio - interrotta solo dalle pause per il nuoto nella piscina del quartiere - diventa una lezione di attenzione e misura, dove non basta la memoria: occorre reimparare quello che già si sapeva, accogliere azioni e parole nuove, ammettere che qualcosa, ma non tutto, dipende da noi. E mentre l'amicizia con Renato - fatta di molti gesti e non pochi silenzi - si concretizza nel progetto di espansione del vivaio, cosí come lo aveva sognato suo padre, Lorenzo vede riaffiorare intorno a sé le radici sottilissime che lo legano agli altri: alla figlia Roberta, assistente universitaria dalla carriera ben avviata, con la quale comunica sempre meno; al figlio Tommy, scrittore emergente intrappolato nella sua adolescenza; e anche a Ester, la donna che insegna nuoto alle ragazzine immigrate nella piscina del quartiere. Perché le storie di certe famiglie si sviluppano come piante rampicanti, pervicaci, intrecciandosi in modi sorprendenti. Gianni Solla è capace di dare i nomi alle cose e di raccontare le sfumature. I suoi sono personaggi pieni di una malinconia bella, di una grazia discreta. Soprattutto hanno la tenacia di coltivare lí dove tutti dicono che non crescerà mai nulla.
18,00 € 17,10 €

DJ Bambi

Libro: Libro rilegato
editore: Einaudi
anno edizione: 2026
pagine: 160
Logn vive in un appartamento affacciato sul vento di Reykjavík, e in un corpo sbagliato: un corpo maschile che la tiene prigioniera dalla nascita. A lungo ha cercato di negarlo, sperimentando, adattandosi, nascondendosi. Ma adesso non vuole piú accontentarsi. Tra il cielo mutevole e il mare inquieto d'Islanda, Logn attende il momento in cui diventerà finalmente la donna che è sempre stata. Con DJ Bambi Auður Ava Ólafsdóttir torna a posare lo sguardo nei punti piú silenziosi dell'esistenza, rivelandone l'inatteso, delicato incanto quotidiano. Una semplice chiamata. Eppure Logn la aspetta da tanto tempo: è la convocazione per l'intervento che le permetterà di affermare completamente la sua femminilità. Un percorso difficile l'ha portata fino a qui, perché Logn è nata nel corpo sbagliato, un corpo maschile che l'ha costretta a interpretare tanti ruoli diversi - figlio, marito, padre - ma nessuno che le appartenesse davvero. A lungo ha adottato le strategie piú varie: ha preso in prestito vestiti da donna, ha avuto relazioni con uomini, ha lavorato come DJ in un bar gay, ha finto di seguire le passioni dei coetanei maschi, ha scelto una via già tracciata. E ancora oggi, ora che è una biochimica affermata di sessantun anni, ora che le manca solo un ultimo tassello, continua a lottare per affrontare l'ostilità della famiglia, per non soccombere a certe occhiate, per farsi amare senza riserve. In questa frustrante attesa, Logn può contare sul fratello gemello Trausti, l'unico che l'ha sempre sostenuta, mentre le giornate scorrono tranquille in una Reykjavík che regala incontri sorprendenti, tra vicini ossessionati dalle cattive abitudini dei gabbiani e nuove amiche dalle migliori, ma goffe, intenzioni. E poi, anche le irrinunciabili, piccole cose del presente confortano e incoraggiano Logn: la tazzina del servizio della nonna sottratta di nascosto a sua sorella, un cuscino ricamato, il suo balcone al settimo piano esposto ai venti, la deliziosa cameretta preparata per accogliere la nipotina, gli universi custoditi nell'etimologia di una parola, le passeggiate sulla spiaggia, una sfumatura particolare del cielo. Cosí, passo dopo passo, nel futuro di Logn si fa strada la speranza della felicità. Saranno proprio gli episodi minimi del quotidiano, i dettagli che passano inosservati, a condurre Logn verso una forma di cambiamento che non promette rivoluzioni, ma le offre la rara, mai scontata, possibilità di diventare finalmente se stessa.
18,00 € 17,10 €

Scrivo per restare umano

Libro: Libro rilegato
editore: Einaudi
anno edizione: 2026
pagine: 200
In una Gaza plasmata dalle bombe, dopo il 7 ottobre 2023, la famiglia dell'autore si ingegna in ogni modo per sopravvivere all'estrema ferocia del conflitto. Coi droni che affollano il cielo, la chiusura dei valichi e l'intensificarsi dei bombardamenti, la guerra si stringe intorno ai protagonisti come un anello di fuoco, e da questa costrizione progressiva nasce un canto di sofferenza, in cui risuona l'assoluta necessità di restare umani. Muhammad al-Zaqzouq condensa in questo diario mesi di patimenti e incertezza, dal 7 ottobre 2023 fino alla fine del 2024. Insieme alla moglie 'Ulā e ai tre figli piccoli, fugge dalle bombe e dai carri armati, spostandosi da un capo all'altro di Gaza all'interno di una rete famigliare fitta e radicata nel territorio, in una serie apparentemente interminabile di sfollamenti. Il ritmo di questi spostamenti è dettato dagli ordini di evacuazione dell'esercito israeliano, che annuncia le sue incursioni e i suoi bombardamenti lanciando volantini dagli aerei. Cosí, il viaggio dell'autore diventa una panoramica della vita a Gaza, delle strategie messe in atto dagli abitanti per adattarsi a una realtà in cui l'unica certezza è la presenza della morte e del pericolo: è piú sicuro stare in una casa col tetto di cemento o di lamiera? Quanto dura una batteria portatile che deve alimentare un intero appartamento? Cosa si è disposti a bruciare per cuocere un po' di pane? Da queste pagine, impariamo che non c'è una risposta giusta, che certe decisioni vanno prese a intuito, ignorando i dubbi martellanti e l'angoscia costante di fare un passo falso. Mentre Gaza viene rasa al suolo a ritmo di marcia, la famiglia allargata dell'autore si riunisce e si disperde, si cerca tra le macerie e trova nel gruppo un senso di protezione ancestrale, mossa da una tenace e incrollabile volontà di sopravvivere. Allora, nei pochi momenti in cui il genocidio rallenta o si interrompe, non stupisce che la vita torni a mettere radici nelle città distrutte dalle bombe, che i negozi riaprano e che basti un telo a coprire una parete crollata e a ripopolare una casa. Preso nel «vortice della guerra», l'autore decide di ancorarsi alle parole, per non essere spazzato via insieme alla sua capacità di amare e di piangere per la devastazione che lo circonda. Attraverso la scrittura, cerca di risvegliare l'attenzione alla realtà, di trascendere il meccanismo animale della sopravvivenza che non lascia spazio al cordoglio e alla riflessione, e cosí facendo ci consegna un racconto straziante, traboccante di macerie materiali e metaforiche: una voce in lamento, che si leva dal cuore pulsante della guerra.
19,50 € 18,53 €

Giorni futuri

Libro: Libro rilegato
editore: Einaudi
anno edizione: 2026
pagine: 288
La fine di un'amicizia può far tremare il mondo anche più della fine di un amore: almeno, per Irene e Ottavia è andata così. La loro è sempre stata una simbiosi giocata sugli opposti: una al liceo si nascondeva, l'altra era la più popolare; una è cresciuta con una madre molto ingombrante, l'altra con una madre molto assente; a una piaceva Pietro, ma a Pietro piaceva l'altra. Perché adesso non si parlano più? Con una scrittura contemporanea e letteraria, Gabriella Dal Lago ci trascina tra i non detti e i giochi di specchi di un'amicizia tra due millennial a partire da una domanda: provare a tenere in vita un rapporto finito è un gesto di speranza o di paura? La nuova, potentissima voce di una giovane autrice italiana: la voce che mancava a una generazione. Dopo dieci anni passati in giro per il mondo a costruire una carriera accademica che non la soddisfa, Irene torna a Torino e non riconosce più nulla. Nei giorni galleggianti delle vacanze natalizie prova a innamorarsi, va alle feste degli ex compagni di liceo e si intrufola nella quotidianità di chi è rimasto, cercando di riallacciarsi alla sua vita di prima e di prendere le misure alla malattia della madre. Ma quella vita sembra sfocata senza Ottavia. Tra di loro è successo qualcosa per cui non si parlano da due anni - anche se forse sarebbe più onesto dire che Ottavia non le risponde più. E Irene non può far altro che spiarla attraverso i social, seguendo i suoi popolarissimi canali dove carica meditazioni ed esercizi di yoga. Che fine hanno fatto Irene e Ottavia? Alternando i loro punti di vista, muovendosi avanti e indietro per l'Europa e spostandosi lungo un arco temporale di vent'anni,Giorni futuri tiene insieme molte questioni centrali del contemporaneo: il precariato culturale e la pressione performativa, i ritorni e le partenze degli expat, il tentativo di costruire nuove forme di famiglia, il rapporto genitori-figli dalla prospettiva di una generazione che fatica a pensarsi adulta. Gabriella Dal Lago ha scritto un romanzo di relazioni che funziona come un romanzo di trama, la storia di un'amicizia che si sfilaccia e si riacciuffa, e che nel tempo, per non morire, fa quello che di solito le amicizie non riescono a fare mai: si trasforma.
19,50 € 18,53 €

La casa del dormiveglia

Libro: Libro rilegato
editore: Einaudi
anno edizione: 2026
pagine: 256
Ci sono uomini che per tutta la vita non fanno altro che rincorrere se stessi. Convinti che il futuro, quando arriverà, potrà ricompensarli della fatica. Toschi è uno di loro: il suo mondo inizia e finisce nell'azienda di ceramiche di cui è proprietario. Ha poco tempo da dedicare alla famiglia, solo nei fine settimana riesce a caricare in macchina moglie e figlio per rifugiarsi nella casa in montagna. Le notti che passa tra quelle mura, però, anziché dargli un po' di tregua, lo proiettano in una dimensione dove ogni sua scelta sembra chiedergli il conto. Sarà proprio in quel limbo tra il sonno e la veglia, districandosi tra simboli e presagi, che si avvicinerà a un'imprevedibile rivelazione. La casa del dormiveglia racconta di un lavoro che mangia l'anima, e che spinge a dubitare di qualsiasi cosa - anche della propria ombra. Perché quando tutto comincia ad andare a rotoli, le possibilità sono sempre e soltanto due: provare a reagire o abbandonarsi alla caduta. Tutto ruota attorno a una casa di montagna, una villetta bifamiliare costruita negli anni Settanta. Toschi l'ha acquistata non troppo distante dal paese in cui è cresciuto con l'idea di trasferirsi lí con Federica e con Giulio, il loro bambino. I soldi a Toschi non mancano: è il proprietario di un'azienda di ceramiche in una valle dell'Appennino, e il lavoro gli riempie la vita. Ci sono i rapporti da tenere con i fornitori, con i clienti e con il laboratorio. C'è la produzione da sorvegliare. E poi c'è il forno, la cui bocca sputa fuori le piastrelle fatte di quell'argilla che un tempo si estraeva dalle colline nei dintorni e che ha reso ricco e devastato un territorio intero. Insomma, Toschi è un uomo devoto alla religione del lavoro, che a certe latitudini sembra l'unico modo per stare al mondo. Si è sempre pensato un tipo pratico, che sa godersela senza eccessi. Eppure Federica lo sopporta sempre meno, e Giulio ora che sta crescendo gli sembra un estraneo. Cosí ben presto Toschi si ritrova ad abitare da solo nella casa di montagna, in uno dei due appartamenti speculari che la compongono. Dall'altra parte non vive nessuno. La siepe è potata, le piante sembrano ben curate: se c'è un giardiniere che passa, non si vede mai. Anche la vicina che sta in fondo al campo ne sa poco. Ma sa diverse cose sull'inquilino precedente, cose su cui l'agente immobiliare che ha venduto la casa è stato volutamente vago. Ha sempre dormito male, Toschi, e le notti che passa in montagna aumentano questo disturbo. Gli sembra di sentire voci e rumori provenire al di là del muro, a cui non riesce a dare una spiegazione. Via via che le cose importanti della sua vita gli sfuggono di mano lasciandolo solo, si convince che la parte vuota della villetta sia un luogo da cui è meglio stare lontani. Ma questo non è un racconto gotico, non ci sono fantasmi o case stregate. Ci sono soltanto le persone, con i loro pregi e i loro difetti. Libro dopo libro, Sandro Campani ha disegnato nell'Appennino tosco-emiliano una geografia affettiva popolata da personaggi dolenti e vitalissimi, che litigano, discutono, si amano o si odiano mentre il tempo non smette di scorrere. La casa del dormiveglia rinnova la tradizione italiana dei romanzi sul lavoro, facendo emergere con il procedere della trama un'atmosfera squisitamente lynchana. Con voce calda e ipnotica da cantastorie, Campani ci suggerisce che i luoghi da noi abitati possono comportarsi proprio come fanno le persone: scegliendoci o rifiutandoci.
19,50 € 18,53 €

Le sorelle

Libro: Libro rilegato
editore: Einaudi
anno edizione: 2026
pagine: 656
Venite a conoscere le sorelle Mikkola. Ina, ordinata, rigorosa, insomma una maniaca del controllo. Evelyn, che incanta tutti in un batter d'occhio, sicura di sé, ma sempre in fuga. Anastasia, lunatica, turbolenta, in testa fin troppe direzioni per sceglierne una. Vedrete poi Jonas che le segue da lontano. Come le sorelle, è svedese-tunisino, cresciuto a Stoccolma e alla ricerca di nuovi orizzonti. Le loro vite si intrecciano attraverso gli anni e i continenti, mentre tentano di sottrarsi a una misteriosa maledizione... Le sorelle Mikkola: Jonas le sente nominare per la prima volta dai suoi genitori mentre costruisce il suo castello di Lego, a cinque o sei anni. Il suono di quel cognome è strano, non gli sembra svedese, né francese, la lingua che i suoi usano per le faccende serie. Pare che le sorelle siano figlie di una vecchia amica del padre di Jonas, e che insieme a lei si trasferiscano di continuo per «allontanarsi», non si capisce bene da cosa. Sarà solo sette anni piú tardi che Jonas conoscerà le Mikkola, quando andranno a vivere nel suo quartiere di Stoccolma. Svedesi-tunisine proprio come lui, da ragazzine Ina, Evelyn e Anastasia sono un mondo intero da scoprire. Parlano inglese tra di loro, sono dirompenti, inarrivabili per i coetanei - quindi vittime delle dicerie piú disparate - e tutto tranne che ordinarie: Ina è una fuoriclasse del basket seria e rigorosa, Evelyn una sognatrice che distribuisce aneddoti ipnotici, Anastasia una presenza vulcanica e confusionaria. Le sorelle Mikkola esercitano un fascino irresistibile su Jonas che, a parte alcuni brevi e mai dimenticati momenti, si accontenta di seguirle da lontano fin dal primo incontro, e per i decenni a venire, rincorrendo le loro tracce tra feste di Capodanno, corsi di arabo, crisi esistenziali, amicizie perdute e amori ritrovati, dalla Svezia alla Germania, dalla Tunisia agli Stati Uniti. Mentre cerca di diventare adulto tra un'ingombrante figura genitoriale e mille difficoltà, Jonas si tiene stretta una certezza: qualcosa di molto profondo lo lega alle sorelle Mikkola, forse un'eredità culturale, un percorso comune, un destino. O magari una misteriosa maledizione. Nelle pagine magnetiche e travolgenti di questa saga famigliare contemporanea, Jonas Hassen Khemiri esplora l'enigma dell'identità nelle sue molteplici forme, il segreto delle trasformazioni a cui ci sottopone il tempo, la tenacia dei sogni che non lasciamo andare. Ma soprattutto con Le sorelle Khemiri celebra il potere delle storie che raccontiamo, capaci di cambiare una vita. E di spezzare maledizioni, vere o immaginarie che siano.
24,00 € 22,80 €

Piccoli crimini giapponesi

Libro: Libro rilegato
editore: Einaudi
anno edizione: 2026
pagine: 152
Poliziotti esemplari con vizi insospettabili, furbi patentati travestiti da vittime ingenue, anziani indifesi che si rivelano disinvolti assassini. I protagonisti di questi crimini - piccoli, ma non per questo meno crudeli - si ritrovano alle prese con dilemmi morali più o meno scomodi, sullo sfondo di un Giappone attraversato da bizzarri contrasti e curiose presenze: Nishimura conosce la formula perfetta per il cozy crime alla giapponese. L'agente Shibata è sempre stato un poliziotto modello, fino al giorno in cui inizia a rubare... per compiere una buona azione. Il suo altruismo, però, si trasforma nel peggiore dei vizi. Il dottor Miyoshi farebbe di tutto per i suoi assistiti, e non si tira indietro quando una timida e affascinante paziente lo implora di aiutare un vicino con tendenze suicidarie. Ma anche le migliori intenzioni possono dissimulare un inganno perfettamente orchestrato. Un imprenditore di successo si fa coinvolgere suo malgrado in una dubbia pratica chiamata «gioco della carità». Un passatempo che di misericordioso ha ben poco e che presto gli si ritorcerà contro. Oppure, un truffatore che da un posto lontano anni luce (letteralmente) arriva in un prestigioso quartiere di Tokyo per seminare il panico tra i residenti, senza accorgersi di essere continuamente raggirato. E ancora, un giovane che accetta di andare a casa di un anziano signore un po' misterioso incontrato in un locale, non sapendo che si tratta di un invito a cena con delitto. Quale, o meglio chi, sarà il piatto forte? Cinque racconti acuti e graffianti per altrettanti piccoli, strambi crimini: Nishimura Kyotaro, vera e propria leggenda del giallo giapponese, firma questa raccolta originale e raffinata, in cui i delitti più efferati sono narrati con una punta d'ironia, un pizzico di humour nero, e nipponica nonchalance.
16,50 € 15,68 €

La notte nel cuore

Libro: Libro rilegato
editore: Einaudi
anno edizione: 2026
pagine: 232
Nathacha, Emma e Chahinez hanno attraversato la notte più nera, quella in cui l'amore diventa controllo, possesso, annientamento. Tutte e tre hanno provato a fuggire dai loro compagni violenti, per salvarsi. Solo una può raccontarlo. La notte nel cuore ci parla con una voce piena di forza, urgenza e poesia. Una voce che è necessario ascoltare. «Nathacha Appanah ha trovato le parole per dire l'impronunciabile, mostrando così la forza della letteratura». «Elle» Nel maggio 2021 Nathacha Appanah apprende dell'omicidio della giovane Chahinez Daoud, avvenuto a Mérignac, nei pressi di Bordeaux. L'ex marito l'ha spiata, inseguita, braccata, le ha sparato alle gambe e l'ha bruciata viva in strada, a pochi metri da casa sua. La morte di Chahinez risveglia in Appanah un dolore che viene da lontano: la perdita della cugina Emma, brutalmente assassinata dal marito a Mauritius nel 2000. E riapre una ferita personale, profonda. È una storia che l'autrice non ha mai raccontato, a cui ha evitato di pensare a lungo. Una storia che adesso bisogna scrivere. Perché per poter restituire la voce a Emma e Chahinez, condannate per sempre al silenzio, Appanah deve partire da sé stessa, da quella ragazza che dai diciassette ai venticinque anni ha avuto una relazione con un uomo geloso, possessivo, violento, che l'ha abbindolata, isolata da tutti, piegata, asservita. E quasi uccisa. Appanah si affida a queste pagine ripercorrendo la propria esperienza, mentre ricostruisce le esistenze di Emma, moglie e madre imprigionata in un matrimonio senza via d'uscita, e di Chahinez, che aveva avuto la forza di divorziare, di ricominciare, di lasciare l'Algeria sperando in un futuro migliore per sé e i figli in Francia. A queste donne, oppresse dal controllo di uomini incapaci di rispettare le loro scelte e la loro indipendenza, Appanah dedica la sua lotta contro l'oblio che troppo spesso circonda i femminicidi. Capitolo dopo capitolo, esamina le narrazioni della stampa, della giustizia, dei colpevoli, riferisce i ricordi di famigliari e amici, analizza le dinamiche della violenza cercando di portare alla luce il meccanismo fatale in cui sono rimaste intrappolate Emma e Chahinez. Con parole limpide, precise, di una bellezza struggente, Nathacha Appanah intreccia la sua verità a quella di Emma e Chahinez, attraversando la notte che nei loro cuori ha preso il posto dell'amore.
19,50 € 18,53 €

E dal cielo caddero tre mele

Libro: Libro rilegato
editore: Einaudi
anno edizione: 2026
pagine: 224
«E dal cielo caddero tre mele», dice ogni nonna armena per concludere una fiaba, «una per chi ha visto, una per chi ha raccontato e una per chi ha ascoltato». Cosí direbbe anche Sevojants Anatolija, che per età potrebbe essere nonna, ma che non è mai stata madre. La sua vita è tutt'uno con quella del paesino di Maran, tormentato dalla Storia, isolato dal resto del mondo. Ma nel sangue di Anatolija scorre anche la resilienza del popolo armeno, il suo senso dell'ironia e della solidarietà, la sua forza di rinascere. Perfino quella di credere nel potere salvifico delle fiabe sussurrate nelle orecchie dei bambini. «Quando uno scrittore crea un mondo - e insieme un nuovo modo di guardare un altro mondo - per noi lettori è una festa. Guadagniamo insieme a quello sguardo una nuova meta. Ai libri di Narine Abgarjan si arriva e poi si torna, e infine si ritorna ancora, con un incanto che resta» (Laura Imai Messina). «Venerdí subito dopo mezzogiorno, col sole che aveva scavalcato lo zenit e scivolava composto verso l'estremità a ponente della vallata, Sevojants Anatolija si coricò per prepararsi a morire». Cosí Narine Abgarjan ci apre le porte del villaggio immaginario di Maran, sulle montagne armene, dove trascorre, infelice, la vita di Anatolija. Dei cinquantotto anni compiuti a febbraio (unica della sua famiglia a non essere morta giovane), diciotto li ha passati con un marito violento e insensibile, covando invano la speranza di un figlio mai arrivato. Per tutto quel tempo Anatolija ha trovato rifugio nei libri della biblioteca dove lavorava, negli sguardi saggi degli animali da cortile, nelle parole dei vicini e delle amiche. Sullo sfondo, il microcosmo di Maran, teatro di tante vite che si mescolano, tutte immancabilmente segnate dalle catastrofi naturali di carestie e terremoti, dalla guerra, dai dolori personali, ma ciononostante dotate del dono della leggerezza, dell'ironia, di un buffo, cocciuto fatalismo, di un'incrollabile resilienza: a dispetto di tutto, la comunità sopravvive. Lo fa nelle narrazioni condivise, come il mito del pavone bianco che compare nei momenti di rinascita, e lo fa con il cibo, con le ricette di piatti antichi cotti sotto la cenere o nel miele che una bambina in visita dalla Russia chiederà di imparare. Sopravvive anche nella timida gentilezza di Vasilij, l'uomo con cui Anatolija ricomincerà a pensare al futuro, e nei gesti di vicinanza quotidiana con cui la solitudine viene spezzata come si spezzano le maledizioni. Cosí, come Anatolija, anche Maran dovrà ricredersi sulla propria fine, riscoprendo l'amicizia, l'amore e la solidarietà diffuse in un luogo che è tanti luoghi insieme, in gente che rispecchia un intero popolo aggrappato con le unghie alle pendici delle montagne e alla propria identità. In un'atmosfera sospesa fra la storia e la fiaba, con una scrittura moderna e ancestrale insieme, profondissima e lieve, ironica anche nella tragedia, una voce che ha in sé forti echi di García Márquez o di Isabel Allende, "E dal cielo caddero tre mele" consacra l'arrivo sulla scena italiana di un'autrice di spicco della nuova letteratura in lingua russa. Tradotto in quindici lingue, "E dal cielo caddero tre mele" ha vinto il prestigioso Premio Jasnaja Poljana 2016.
19,50 € 18,53 €

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