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Donzelli

Tutti i libri editi da Donzelli

Bambini e altre specie

Libro: Libro in brossura
editore: Donzelli
pagine: 240
27,00 € 25,65 €

Il circo e altri scritti sulla mia arte

Libro: Libro in brossura
editore: Donzelli
pagine: 192
20,00 € 19,00 €

26,00 € 24,70 €

La mattina di Natale

Libro: Libro rilegato
editore: Donzelli
pagine: 48
Età di lettura: da 6 anni.
16,00 € 15,20 €

Il fascismo non è un'opinione

Libro: Libro in brossura
editore: Donzelli
pagine: 224
16,00 € 15,20 €

Morto per errore

Libro: Libro in brossura
editore: Donzelli
pagine: 208
16,00 € 15,20 €

Tra i miei mondi. Un'autobiografia

Libro: Libro in brossura
editore: Donzelli
pagine: 374
È la storia di un rivoluzionario, l'autobiografia di Leo Lionni: una sequela di "capriole cosmiche", come scrive lui stesso. Questo artista poliedrico ha sperimentato le più diverse forme espressive - grafica pubblicitaria, design, pittura, scultura, illustrazione per l'infanzia, scrittura -, spinto dal bisogno di esplorare le potenzialità narrative delle immagini e del loro intreccio con le parole. Un intento sovversivo che ha mostrato tutta la sua forza dirompente nei libri per bambini, a cominciare da "piccolo blu" e "piccolo giallo" (1959), vero e proprio spartiacque nel genere, non solo dal punto di vista formale. "Si dice che per scrivere per i bambini devi essere il bambino, mentre è vero l'opposto. Scrivendo per i bambini, bisogna fare un passo indietro e guardare al bambino dalla prospettiva di un adulto". I bambini reclamano attenzione e serietà, e soprattutto pensiero e tensione ideale. Ad animare ogni scelta di Lionni è infatti un forte senso di responsabilità, cui richiama tutti gli artisti e in primo luogo se stesso. "Sono un pittore che fa anche grafica e scultura", si definisce, e aggiunge: "scrivere è un'altra storia". E tuttavia Lionni si rivela anche scrittore eccezionale. "Tra i miei mondi" è il racconto, gioioso e amaro, commovente e ironico, di una vita lunga e affascinante.
33,00 € 31,35 €

Il Natale di gnometto

Libro: Libro rilegato
editore: Donzelli
pagine: 68
Età di lettura: da 7 anni.
22,00 € 20,90 €

Storia mondiale del grano

Libro: Libro in brossura
editore: Donzelli
pagine: 336
28,00 € 26,60 €

Nazionalismo e internazionalismo. Ragioni e significati di una scelta politica

Libro: Libro in brossura
editore: Donzelli
anno edizione: 2026
pagine: 208
«I problemi che definiscono il presente, il clima, i conflitti, le migrazioni, le disuguaglianze, hanno una struttura che nessun confine nazionale può contenere. La necessità è internazionalista. Non una nostalgia utopica né una formula retorica, ma un internazionalismo che sia allo stesso tempo ambizioso e realistico, universale e attento alle differenze, istituzionale e radicato nella politica democratica. Rinunciarvi nel nome di una ritrovata sovranità nazionale significa, letteralmente, condannare il futuro a essere ingestibile». «L'ondata è nazionalista, ma la necessità è internazionalista». I flussi migratori, il cambiamento climatico, le violenze globali, i movimenti di capitali transnazionali e l'ipertecnologia sono sfide che nessuno Stato può affrontare da solo. Abbiamo superato l'era della semplice globalizzazione. Viviamo in un'epoca di interdipendenza totalizzante, in cui i social media ci informano, o più spesso ci disinformano, su ciò che accade a migliaia di chilometri di distanza, la finanza globale decide dei nostri risparmi, le violenze in aree rurali dell'Africa spingono persone verso le nostre coste. La risposta oggi più forte alle urne è il nazionalismo. Questo libro non lo liquida come un errore. Il bisogno di appartenenza, di protezione e di dignità a cui risponde è reale, e l'internazionalismo che per trent'anni lo ha ignorato ne ha pagato il prezzo. Ma vincere la competizione per il potere non è governarlo. Si possono vincere le elezioni promettendo di «riprendere il controllo», e scoprire poi che dentro quei confini non c'è nessuna delle leve che servono per tassare i grandi patrimoni, fermare una pandemia o il cambiamento climatico. In questo libro Andrea Ruggeri ricostruisce due idee nate nel l'Ottocento e avanza poi una doppia critica. Alle false soluzioni dei nazionalisti, il mito dell'interesse nazionale, il feticcio della frontiera, la militarizzazione come unica sicurezza, si affianca l'esame delle fallacie degli internazionalisti: la superiorità moralista, la fuga dalle scelte dietro il linguaggio della sinergia, l'illusione che la storia lavori per loro, le istituzioni costruite senza politica. Tuttavia, siamo di fronte a una necessità internazionalista. Rimane da pensare quale internazionalismo, perché non ci serve quello che abbiamo conosciuto, liberale nelle ambizioni ed egemonico nelle gerarchie. È un internazionalismo che intende la sovranità come capacità di agire e non come impermeabilità dei confini, che affronta il problema della legittimità democratica delle istituzioni comuni invece di aggirarlo, e che tratta la sicurezza come bene collettivo, mentre prometterla attraverso la sola forza militare rischia di innescare spirali di riarmo. Nazionalismo e internazionalismo non sono un destino, sono una scelta politica e questo libro prova a dirne le ragioni e i significati.
18,00 € 17,10 €

Ribelli a Israele. Da (bis)nonno Raimondo a Gaza: storie di ebrei in fuga da se stessi

Libro: Libro in brossura
editore: Donzelli
anno edizione: 2026
pagine: 208
«Cosa significa “ribellarsi a Israele”? Non è certamente rinnegare vicinanza, amore per la comunità degli ebrei d'Israele. Significa prendere atto del fallimento etico, ormai anche politico, del progetto di uno Stato ebraico democratico e fondato sul diritto. Significa, anche, prendere atto che lo Stato ebraico – come Stato-nazione che s'identifica in una “terra” – si è alienato dal meglio dell'identità ebraica: che è stata sempre un'identità di cultura, di progetto, non di sangue e di territorio, e quasi mai un'appartenenza esclusiva com'è per sua natura quella nazionalista». Il 7 ottobre 2023 è una data tragica nella storia di Israele: oltre mille civili israeliani, in gran parte ebrei, sono stati uccisi, molti rapiti e alcuni stuprati nell'attacco terroristico di Hamas. Infinitamente più tragica nel suo bilancio è stata la reazione di Israele: la guerra di sterminio condotta a Gaza, accompagnata e seguita dalle persecuzioni antipalestinesi dei coloni israeliani, tollerate e spesso favorite da esercito e polizia. La «guerra di Gaza» ha prodotto una frattura nel legame ideale e sentimentale di molti ebrei della diaspora, soprattutto europei e americani, con Israele: sebbene Israele si presenti come il custode e il difensore degli ebrei di tutto il mondo, in tanti hanno scelto di gridare «non in nostro nome» davanti allo scempio di umanità consumato a Gaza. È immaginabile per gli ebrei non israeliani «separarsi» mentalmente ed emotivamente da Israele? Roberto Della Seta, ebreo per parte di padre e impegnato dopo il 7 ottobre nella denuncia delle politiche israeliane a Gaza, scava in questo interrogativo risalendo alle sue radici più profonde. Lo fa seguendo due tracce parallele. La prima è la storia della sua famiglia, che attraversa più generazioni: dal bisnonno Raimondo, cresciuto nella Roma del Ghetto e testimone dell'emancipazione degli ebrei seguita al 1870, al nonno Angelo, fascista convinto fino a quando Mussolini emanò le leggi razziali; dal prozio Giovanni, morto ad Auschwitz, al padre Piero, allontanato dalla comunità ebraica per le sue posizioni precocemente anti-israeliane, fino alla sorella Claudia, che ha scelto di diventare cittadina di Israele. Vite diverse, unite dall'aspirazione a liberarsi dal «marchio» di un'identità esclusiva e dalla volontà di ribellarsi alle regole del proprio mondo d'origine. Al racconto familiare si intreccia una riflessione appassionata e rigorosa sulla crisi di coscienza che ha portato molti ebrei della diaspora a schierarsi pubblicamente contro le politiche israeliane a Gaza, individuandone le responsabilità non solo nel governo Netanyahu, ma anche in una più antica deriva colonialista, razzista e suprematista dello Stato ebraico. Si può essere ebrei senza amare Israele? L'ebraismo della diaspora, spiega l'autore, nasce da identità plurali e ibride, che hanno alimentato una tradizione di pensiero e agire critici, mentre Israele reclama un'appartenenza esclusiva, sempre più marcatamente nazionalista. È per questo che dopo il 7 ottobre «il cammino obbligato della diaspora ebraica europea, se vuole rimanere se stessa, è separarsi, dolorosamente ma inevitabilmente, da Israele».
17,00 € 16,15 €

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