«Nei venti-venticinque anni di attività che la vita gli ha concesso, Labranca ha sprigionato una creatività che ha pochi paragoni. Suonava, disegnava, scattava fotografie, scriveva testi per la televisione e la radio, esplorava la multimedialità prima che la multimedialità fosse un concetto; e ovviamente sapeva scomporre e decifrare non solo gli oggetti prodotti dalle arti di massa ma anche le esperienze di massa. Mentre Eco aveva preso come casi di studio i fumetti e i romanzi d'avventura, Labranca osservava al microscopio i programmi televisivi popolari, le pubblicità delle reti locali e le canzoni pop, nonché soprattutto gli habitat e la mentalità degli utenti di questo infinito intrattenimento. In questo, non ha avuto e non ha rivali. Il migliore critico delle arti di massa dell'ultimo mezzo secolo in Italia è stato lui, non lo si sapeva perché lo leggevano in pochi. Questa antologia intende rendergli giustizia.»