Il nostro sistema economico è in crisi. Il riscaldamento climatico sta accelerando. Le disuguaglianze si sono aggravate. La fiducia dei cittadini è crollata. Nel frattempo la ricchezza si concentra nelle mani di pochi, mentre i governi si affannano a rimediare a ciò che i mercati non riescono a fare, invece di provare a condizionarli fin dall'inizio. Per troppo tempo l'economia ha considerato «il bene» - che si tratti di beni pubblici o di beni comuni - semplicemente come un rimedio ai fallimenti del mercato o del governo. Questa visione economica ci intrappola in un ciclo infinito di reazioni a posteriori, in cui rattoppiamo i problemi invece di costruire in modo proattivo l'economia di cui abbiamo bisogno. In L'economia del bene comune Mariana Mazzucato si basa sulle sue idee visionarie relative allo «Stato innovatore» e a politiche mission-oriented per elaborare una nuova teoria del bene comune, che consenta ai governi e alle imprese di sviluppare relazioni economiche mirate, creando valore e costruendo spazi in cui possa realizzarsi una piena prosperità dell'umanità. Mazzucato sostiene che il modo in cui raggiungiamo obiettivi comuni - attraverso l'azione collettiva, la partecipazione e la reciprocità - ha la medesima importanza degli obiettivi stessi. Il libro fornisce una «bussola del bene comune» concreta per aiutare a orientare le nostre economie in una direzione radicalmente diversa. Ricco di esempi concreti e persuasivi, che spaziano dalla gestione delle risorse idriche alla trasformazione della finanza, questo libro rappresenta un rigoroso ripensamento della scienza economica e un manifesto per un'economia futura al servizio delle persone e del pianeta. Non potrebbe essere piú attuale.