Tōkyō è un palcoscenico di vetro satinato, in cui le vite di sei personaggi si intrecciano e si feriscono tra silenzi, menzogne e tradimenti. Yui, traduttrice dall'eleganza distaccata, vive una relazione clandestina con Eito, uno chef che trasforma il cibo in un rito sensuale e anestetizzante. La loro relazione è una bolla alimentata da vini francesi e sashimi, fumose bancarelle di ramen e ricordi parigini. Attorno, ruotano i frammenti di altre esistenze: Eimi, pasticciera consumata dal rancore e da una quotidianità soffocante; Eri, la sorella minore di Yui, trascinata in una deriva di insonnia e legami tossici; Manami, intrappolata in una relazione violenta; e Kei, marito di Yui e scrittore in crisi, incapace di arrestare il collasso del proprio matrimonio. Mentre navigano tra i labirinti delle aspettative e dell'ipocrisia, un evento improvviso squarcia la facciata della "normalità", rivelando che l'atarassia evocata dal titolo di questa narrazione polifonica non è la pace degli antichi filosofi, ma la paralisi che precede l'urlo. Il momento esatto in cui l'inchiostro sta per traboccare dal calamaio, minacciando di macchiare per sempre la superficie pulita delle convenzioni sociali. Abbandonate le strade turbolente della giovinezza per gli algidi interni borghesi, Kanehara Hitomi ci consegna in questo romanzo spigoloso un'anatomia dell'infedeltà che attraversa desiderio e crudeltà. La sua scrittura sensoriale e spietata svela la fragilità di una generazione che ha imparato a respirare solo nell'ombra del segreto.