Il giro del mondo a vela compiuto dal navigatore solitario Francis Chichester col piccolo yacht Gipsy Moth è stato definito «viaggio del secolo» e ha impressionato il mondo intero. Partito da Plymouth il 27 agosto 1966, per compiere poco dopo, in alto mare, i suoi 65 anni, Chichester raggiunse Sydney in 107 giorni di navigazione durante i quali da Madera in poi, non vide più terra nemmeno doppiando il Capo di Buona Speranza fino a quando non avvistò l’Australia, nell’imminenza dell’arrivo. Ripartito da Sydney, in 119 giorni attraversò il Pacifico, vide fugacemente terra doppiando Capo Horn, risalì l’immensa solitudine dell’Atlantico e rientrò a Plymouth il 28 maggio 1967. Nel corso della sua circumnavigazione Francis Chichester aveva battuto tutta una serie di primati. Ma il vero motivo dell’entusiasmo mondiale per questa impresa è stato determinato dall’affermazione individuale che essa costituiva. E tutti si sono chiesti come avesse fatto quest’uomo, non più giovane, a sostenere un simile sforzo e una simile solitudine, a superare tali e tanti pericoli e ostacoli, su distanze così sterminate. La risposta all’interrogativo si trova in questo libro: è la cronaca del viaggio scritta dal protagonista stesso, nell’immediatezza dell’impresa e anzi, in buona parte, quando la circumnavigazione era ancora in corso. Questo libro è perciò il documento non solo di un’eccezionale navigazione, ma anche dello sforzo di un individuo nei confronti della natura, delle circostanze e di se stesso per portare a termine nel mondo moderno un’impresa individuale. Presentazione di Alex Carozzo.