In un freddo pomeriggio di Capodanno, nell'entroterra ligure, il medico legale Ardelia Spinola viene chiamata sulla scena di un crimine brutale: uno stimato pediatra e un giovane operaio - entrambi algerini emigrati in Italia - sono stati uccisi a fucilate. Potrebbe essere un fatto di cronaca come tanti, con spiegazioni pronte a farsi strada tra sospetti e chiacchiere: terrorismo, regolamenti di conti, vendette. Ma quando Ardelia trova una chiavetta USB con un testo in arabo e decide di guardare oltre, l'indagine cambia passo e diventa un terreno scivoloso, pieno di reticenze e minacce. Tra i pregiudizi di una comunità chiusa, le piste che si contraddicono e l'aiuto dell'anziano Gabriel - uomo colto e poliglotta, memoria vivente di una storia familiare segnata dall'Olocausto -, Ardelia è costretta a ricomporre un mosaico di vite spezzate per arrivare a una verità scomoda. Con Un mare di silenzio, Cristina Rava firma un romanzo serrato, che intreccia giallo classico e tensione psicologica e segue la ricerca ostinata di una giustizia possibile, in una provincia che non dimentica e non perdona.