Questo libro affronta uno dei temi più divisivi e urgenti del nostro tempo: la necessità politica, etica, sanitaria ed ecologica di smettere di mangiare carne. Per Anna Dalton non è solo una battaglia ideale, ma un percorso personale, nato dall’urgenza di condividere una consapevolezza maturata sulla propria pelle e di metterla al servizio di una verità ancora ampiamente ignorata. Per cominciare, l’autrice scardina l’idea di sacrificio legata a questa scelta: a volte non servono sforzi titanici per salvare il mondo; può essere sufficiente un’omissione consapevole. Vale a dire, smettere di compiere un’azione che consideriamo ovvia, ma che è alla base del collasso ambientale, oltre che di molti problemi di salute umana e legati al trattamento degli altri animali. Nel corso delle pagine, demolisce pezzo dopo pezzo il nostro analfabetismo alimentare, senza fare sconti e andando dritta al punto: è finito il tempo in cui i «veg» dovevano accontentarsi di essere una minoranza osteggiata; oggi, dati alla mano, è evidente che hanno ragione. Con tagliente ironia, Dalton parla direttamente al nostro vissuto, toccando le corde dei pranzi in famiglia, delle ricette della nonna e della tanto decantata tradizione culinaria italiana, mettendone a nudo i paradossi. Il suo non è un manifesto ideologico, ma un libro che si ancora nella realtà dei fatti e ci mostra come il carrello della spesa sia una delle armi politiche più potenti di cui disponiamo.