Il sodalizio con Sigmund Freud si spezza e Carl Gustav Jung si ritrova solo di fronte a una crisi insieme personale e intellettuale. Si immerge nelle immagini che lo accompagnano fin dall’infanzia: sogni, visioni e simboli capaci di aprire un varco verso le regioni più profonde della psiche. Da questo confronto con l’inconscio nasce un pensiero radicalmente nuovo. Jung riconosce nell’Ombra ciò che ciascuno nasconde a se stesso, negli archetipi le forme simboliche dell’esperienza umana e nei miti una lingua comune, capace di attraversare epoche e culture. La sua ricerca si allarga alla pratica clinica, alle religioni e all’alchimia, cercando un dialogo tra coscienza e inconscio e di comprendere i misteri dell’esistenza, della vita e della morte.