Libro: Libro in brossura
anno edizione: 2026
pagine: 152
“L’amore di Erika Ewald” fu pubblicato nel 1904, quando Stefan Zweig aveva soltanto ventitré anni. Opera giovanile, dunque, ma che fin dal suo primo apparire non sfuggì a lettori come Hermann Hesse, che parlò della grande capacità di osservazione del giovane scrittore e della finezza estrema di questi “studi di anime”. Il volume, oltre a quello del titolo, comprende altri tre racconti: “Il pellegrinaggio”, “I miracoli della vita” e “La stella sul bosco”. Lo stesso Zweig, tornando anni dopo su quell’opera giovanile, scriveva: «Nell’ultimo di questi racconti, ho coscientemente illustrato un’idea che era ancora solo un’intuizione nei primi tre: quella che la nostra vita sia guidata da correnti più profonde degli avvenimenti esteriori, e che un’intensa magia della vita, accessibile solo alla nostra emozione e non ai nostri sensi, governi i nostri destini, anche quando siamo noi a credere di dirigerli». Non ha dunque alcuna importanza che l’azione si svolga in Baviera all’inizio del secolo, oppure ad Anversa durante le guerre di religione, oppure ancora a Gerusalemme il giorno terribile della Crocifissione; come non ha importanza che il protagonista sia una giovane pianista, un viaggiatore anonimo, oppure un cameriere: al centro di questi racconti sta l’amore, il grande capriccioso dio che governa la nostra vita.