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Libri di Massimo Raccagni

Biografia e opere di Massimo Raccagni

Applicazione della psicoanalisi nelle istituzioni per le disabilità. Il caso, il soggetto, il sintomo, il discorso, i familiari

Libro: Libro in brossura
editore: Mimesis
anno edizione: 2020
pagine: 394
Come resistere per anni alla professione nel campo della disabilità mentale? Come rifondare continuamente un vitale desiderio di sapere che animi gli operatori nell'esercizio della loro professione nelle istituzioni di ricovero? Questo lavoro invita a cogliere i dettagli di ciò che, caso per caso, accade nella quotidiana pratica clinica istituzionale di psicologi, medici, educatori, infermieri, tecnici della riabilitazione, operatori dell'assistenza. Nel lavoro d'équipe la discussione e la costruzione del caso consentono una logificazione dell'avvenire del soggetto dell'inconscio, apprezzando ciò che vi è di sintomatico nella relazione con l'Altro istituzionale. Occorre anche che ogni operatore, uno per uno, trovi il modo di saperci fare con il "caso istituzione" e le sue derive folli, sopravvivendo a quel discorso che talvolta si installa in modo totalitario impedendo agli altri discorsi di circolare. È necessario anche saper constatare che nella vita istituzionale non c'è soggetto senza l'Altro familiare, che a sua volta è un soggetto alla parola.
28,00 26,60

La pratica dell'educatore con disabile intellettivo. Riabilitazione dell'etica professionale nella valutazione e negli atelier

Libro: Libro in brossura
editore: Franco Angeli
anno edizione: 2016
pagine: 180
Come umanizzare le pratiche assistenziali e quelle educative rivolte ai soggetti con disabilità intellettiva che frequentano le istituzioni di cura? Come rianimare il desiderio di sapere e la ricerca vitale delle équipe dei curanti? Questo testo si rivolge in modo particolare agli educatori professionali, proponendo diverse riflessioni sulla possibilità di riabilitare la supposizione dell’esistenza di un soggetto dell’inconscio anche in coloro che sono portatori di una menomazione intellettiva, talvolta aggravata da una grave sintomatologia psichiatrica. Riconsiderare il processo valutativo oltre la descrizione e l’elencazione dei comportamenti disfunzionali immediatamente riferiti a motivi deficitari, consente all'educatore di avvicinarsi alla supposizione dell’esistenza di un desiderio del soggetto dell’inconscio anche nella disabilità intellettiva. Un soggetto che, disabilitato al mondo dei legami simbolici, comunque domanda al proprio educatore di essere riconosciuto nel mondo significante e di essere partecipe di una dialettica del desiderio che lo includa in un sistema di relazioni umanizzate. Riconoscendo gli aspetti fondativi della struttura psichica (nevrotica o psicotica), l’educatore si trova nelle condizioni di rifondare la propria pratica nel rispetto di quanto la struttura dell’inconscio esige.
23,00 21,85

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