Libro: Libro in brossura
anno edizione: 2026
pagine: 176
E se molte delle cose che crediamo vere fossero soltanto paure diventate luoghi comuni? Non c’è posto per tutti, gli stranieri ci rubano il lavoro, alcune culture sono impossibili da integrare, i poveri inevitabilmente finiscono per delinquere, i giovani non hanno voglia di lavorare… la litania è sempre la stessa, una nenia che entra nelle menti e, quel che è peggio, nei cuori e ci rende spaventati, chiusi, egoisti, indifferenti, più ripiegati su noi stessi e dunque più infelici, condannati ad aver paura dell’altro, rassegnati al clima impazzito, alla corsa al riarmo, alla guerra. Le paure del nostro tempo non vanno sottovalutate o negate, ma non possono nemmeno trasformarsi in verità inderogabili: vanno comprese e superate grazie alla responsabilità condivisa, a politiche intelligenti e a una cultura dell’incontro. Matteo Maria Zuppi interroga queste paure, le mette alla prova dei dati, della storia, dell’esperienza concreta e del Vangelo. Dietro a statistiche e categorie torna a cercare quello che spesso non riusciamo a vedere: le persone, ciascuna con un volto, un nome, una vicenda umana. Smonta così le «diaboliche bugie» che distorcono la nostra prospettiva su migrazioni, lavoro, povertà, giovani, crisi climatica, pace, dimostrando che la compassione non è debolezza, il dialogo non è resa e la speranza non è cieco ottimismo. Sono piuttosto forme esigenti di realismo, modi per ritrovare una speranza concreta, capace di farsi giustizia, accoglienza e scelta.