Libro: Libro in brossura
anno edizione: 2026
pagine: 368
Che cos’hanno in comune uno sciamano della giungla indonesiana, Gesù di Nazareth, un manager di Wall Street e un guaritore in trance del Kalahari? Ognuno di loro, più o meno consapevolmente, possiede una tecnica per accedere a forze in grado di orientare l’incertezza del mondo, prevedere il futuro, mediare conflitti, perfino guarire. Ognuno di loro è uno sciamano, cioè l’incarnazione reale di una esperienza spirituale che non è legata alla storia delle religioni organizzate ma attraversa tutte le culture umane, dalla preistoria a oggi. Lungi dall'essere una pratica confinata ai margini del mondo, lo sciamanismo non è una tappa primitiva nell'evoluzione religiosa dell'umanità, ma un fenomeno a sé stante: un’attitudine universale che intreccia psichedelia, danze che inducono alla trance, misticismo, tradizioni culturali primordiali e pratiche di guarigione. Con questo libro l’antropologo Manvir Singh compie uno straordinario viaggio, sia fisico che spirituale, nei territori e nelle culture dello sciamanismo, alla scoperta di ciò che le divide ma anche di ciò che le rende universali. Lo sciamano ne emerge come una figura complessa e ambigua, sfuggente e umana, che svolge una funzione sociale indispensabile. «Gli sciamani», scrive Singh, «sono intrecciati in un ciclo che ricorda l’uroboro: una danza tra libertà e controllo, desiderio e dominio, spirito anarchico e potere organizzato. Gli sciamani sono specchi delle paure e dei desideri della loro comunità». Attraverso i resoconti da alcuni dei luoghi più remoti del pianeta, tra rigore accademico e il più appassionante diario di viaggio, l’autore accompagna lettori e lettrici in questa preziosa religione senza tempo, tra paludi, spiriti della foresta, profeti occidentali e culti sconosciuti. Più di tutto, Sciamanismo è un libro che apre un varco sull’invisibile che ci circonda, spingendoci a riconoscere, dentro il reale, qualcosa di prezioso, che va oltre la realtà stessa.