Nello scarno panorama delle riviste bibliografiche italiane del Novecento "L'Italia che scrive" occupa un posto di rilievo non solo per la funzione di ampio e continuo osservatorio della produzione editoriale del tempo, ma anche per l'originale e innovativa impostazione del suo direttore Angelo Fortunato Formiggini. Sfruttando l'archivio Formiggini si è potuto ricostruire il confronto dell'editore con le diverse ipotesi di sviluppo e di rinnovamento dell'editoria nazionale. Ne scaturisce una figura di editore sfaccettata e attenta al confronto anche con altre nazioni europee.