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Adda: Itineraria. Territorio e insediamenti del Mezzogiorno medievale-Studi storici

Tutte le nostre collane

La vigilia della crociata. Christianitas e Terra Santa (1009-1095)

Libro: Libro in brossura
editore: Adda
anno edizione: 2019
pagine: 268
“Aprile 637, il califfo Omar varca le porte di Gerusalemme in sella ad un destriero. La Terra Santa dei Vangeli entra a far parte della “casa dell’Islam” dove è radicato il messaggio del Profeta […]. Ai cristiani viene sottratto il controllo dei Luoghi Santi, non la possibilità di visitarli, anche se da quel momento bisogna fare i conti con la nuova autorità musulmana […]”. La distruzione del Santo Sepolcro ad opera del fatimide al-Hakim inaugura una fase nuova nella storia del pellegrinaggio in Terra Santa. Anziché scoraggiarlo, sollecita un duplice sviluppo: da un lato sul piano numerico, anche perché la conversione dei Magiari apre la strada a un percorso lungo, arduo e avventuroso ma alla portata di tutti; dall’altro attraverso il diffondersi a macchia d’olio di reliquie, immagini e modelli gerosolimitani in Europa. La pratica devozionale coinvolge religiosi, cavalieri, mercanti e popolani desiderosi di fare penitenza e persino di morire in Palestina per guadagnarsi un posto in Paradiso. L’escatologia connessa al millenario della Passione ebbe un impatto sui pellegrinaggi e sulla formazione dell’idea di Crociata, ma su quest’ultima pesarono fattori politici. In Oriente, l’avanzata selgiuchide, le guerre tra Fatimidi e Turchi, l’intraprendenza degli emiri locali e la cupidigia di alcune schiere incontrollate di briganti obbligarono l’Europa a una risposta che appariva non più procrastinabile, perché non c’era un interlocutore unico col quale si potessero valutare vie alternative alla guerra. In Europa, la classe dirigente prende atto del successo del pellegrinaggio, nato come fenomeno spontaneo ma strutturatosi in forma organizzata nel corso dell’undicesimo secolo, e lo istituzionalizza a Clermont (1095): la Chiesa attraverso l’elaborazione della figura del miles Christi, la nobiltà feudale sul piano dell’espansione territoriale.
20,00 € 19,00 €

Dinamiche familiari ed esercizio del potere in una signoria della Calabria. I Ruffo di Sinopoli (1350-1435). Volume Vol. 1

Libro: Libro in brossura
editore: Adda
anno edizione: 2018
pagine: 196
La famiglia Ruffo rappresenta un interessante caso di studio per la conoscenza degli assetti feudali del regno di Napoli in età angioina. Si tratta di potenti feudatari con una straordinaria capacità di adattamento alle diverse congiunture politiche ed economiche sul lungo periodo (secoli XIV-XV). Lo dimostra l’inedita documentazione familiare conservata nell’Archivio di Stato di Napoli (fondi Ruffo-Scilla e Ruffo-Bagnara) che consente di cogliere gli elementi caratterizzanti la stagione politica angioina che vide la fragilità della struttura di potere monarchico eroso via via dalle aristocrazie feudali del regno, in particolare calabresi, sempre più recalcitranti e centrifughe. Le lotte dinastiche (Giovanna I, Carlo III di Durazzo e Ladislao) inasprirono i rapporti tra governo centrale, feudalità e sudditi anche per l’aumento della pressione fiscale e per il peso dei numerosi balzelli signorili che accentuavano il malessere delle popolazioni regnicole, maggiormente di quelle periferiche. L’indagine sui Ruffo, a cominciare dai conti di Sinopoli, mira a ricostruire le complesse dinamiche feudali e l’esercizio dei poteri signorili nel territorio calabrese tra la metà del XIV e il XV secolo, mettendo in luce le strategie dinastiche, consentendo di rivelare le relazioni tra feudo e lignaggio e conoscere quanto l’occupazione dei posti chiave nella struttura amministrativa del regno, il controllo sugli uomini e l’accrescimento del prestigio dinastico fossero finalizzati a conseguire il pieno controllo del territorio.
20,00 € 19,00 €

Da Canterbury a Mottola. Il culto di Tommaso Becket nel Mezzogiorno d'Italia

Libro: Libro in brossura
editore: Adda
anno edizione: 2018
pagine: 140
Un’analisi sull’esperienza martiriale di Tommaso Becket, arcivescovo di Canterbury, e una ricostruzione dell’itinerario della diffusione del suo culto in Italia. Nella chiesa matrice (cattedrale sino al 1818) di Mottola si conservano significative testimonianze cultuali e culturali, tra cui una statua lignea (verosimilmente settecentesca), una tela raffigurante l’Assunta e san Tommaso Becket opera del Malinconico (1706) e, in particolare, un affresco del martire cantoberiano la cui controversa datazione si legherebbe alla ricostruzione della cattedrale e alla sua elevazione a patrono della città. Un privilegio, il patronato, che, associato alla presenza di alcune reliquie, serviva ad elevare il tasso di sacralità della chiesa e ad assicurare protezione alla popolazione dalle calamità naturali, dalle avversità climatiche e dalle epidemie.
15,00 € 14,25 €

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